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Il Centro diagnostico italiano cresce e programma l'espansione

SANITÀ
Il Centro diagnostico italiano cresce e programma l'espansione

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"Crescita lenta e continua, con passi pesati ma regolari". E' la direttrice che il Centro diagnostico italiano di Milano ha seguito finora e intende continuare a seguire. Parola di Renato Carli, direttore generale del Cdi, intervistato dall'AdnKronos Salute. "Il 2016 si è chiuso con un risultato positivo importante: abbiamo sfiorato l'anno scorso i 100 milioni di euro di fatturato, al netto degli aggiustamenti legati ai rimborsi del Ssn. E nel 2017 stiamo salendo ancora - annuncia - Prevediamo un margine di crescita intorno all'8-9% e un fatturato netto che dovrebbe arrivare a quota 107-108 milioni". Per il futuro l'idea è di "continuare su questa strada". Una strada che prevede "nuove aperture" su Milano, ma che non esclude incursioni anche fuori dai confini della metropoli per ampliare il network di 23 strutture oggi presenti a Milano, Corsico, Rho, Legnano, Cernusco sul Naviglio, Corteolona, Pavia e Varese.

"Valutiamo anche espansioni altrove in Lombardia - spiega il Dg - sempre rispettando quello che è stato il Cdi finora: un'esperienza monoregionale. E c'è un motivo. Vogliamo fare scelte ragionate, con cui abbiamo costruito una storia di crescita lenta, ma continua. Ogni Regione ha politiche proprie e andare in un'altra realtà normativa, diversa da quella in cui ci muoviamo, richiede un lavoro più lungo ed è complicato. Crediamo inoltre nell'importanza di essere radicati sul territorio". Ma la voglia di allargare l'interesse in Lombardia c'è, conferma Carli.

Il Cdi, nato nel 1975 nel capoluogo lombardo per volontà di Fulvio Bracco - padre di Diana Bracco, attuale presidente e Ad del Gruppo - e da un'intuizione di Sergio Chiappa, professore di Radiologia dell'università di Milano e primario di Radiologia dell'ospedale Fatebenefratelli, offre un servizio che va dalla prevenzione alla diagnosi e cura, in regime ambulatoriale, di Day hospital e Day surgery.

Quel che è certo, prosegue Carli, "è che continueremo su questa strada. Abbiamo trovato un ottimo giovamento nella nostra politica e apriremo nuove realtà sul territorio, sicuramente in ambito milanese, perché nella metropoli lombarda ci sono aree che vogliamo coprire. Intanto è prevista tra 2 mesi l'inaugurazione di un nuovo centro nel complesso di Citylife. Poi, sempre a Milano città, stiamo già valutando un paio di altre aperture. La formula è la stessa: poliambulatori dai 20 ai 30 studi medici, quindi con una superificie superiore ai 1.000-1.500 metri quadrati".

"Pensiamo - aggiunge - di continuare a crescere per linee interne. Stiamo valutando qualche acquisizione vicina al nostro core business, attività ambulatoriali di taglia piccola. Una strategia attuata un po' di anni fa, anche se poi ci siamo fermati. Le alternative sono l'acquisto o l'insediamento di presenze nostre ex novo. Quest'ultima strada ci ha dato soddisfazioni: significa clonare un modello che funziona e sappiamo come fare". Ma si parte da una base "solida" sul fronte dei risultati economici, assicura Carli. "Siamo una società in utile, con una redditività prima degli ammortamenti e delle tasse intorno al 20-22%. Distribuiamo utili, la nostra capogruppo riceve la sua quota regolarmente ogni anno".

La crescita del Cdi, sottolinea il direttore generale, "è regolare, con un trend ininterrotto da una decina d'anni e il 2017 si conferma altrettanto favorevole. Si è ampliata sia la nostra presenza territoriale nella Grande Milano sia il portafoglio che offriamo. Apriamo nuovi poliambulatori, uno o 2 l'anno, di più non riusciremmo, in maniera cadenzata e regolare negli ultimi 4 anni, con buoni risultati. E abbiamo allargato l'offerta introducendo nuovi specialisti. Il numero dei collaboratori medici che lavorano con noi lo aumentiamo regolarmente: oggi ne abbiamo circa 800, mentre i nostri dipendenti (area amministrativa) sono quasi 400".

C'è poi il ricambio tecnologico: "Siamo l'unico centro in area milanese che ha 4 risonanze magnetiche total body hi-tech (di cui 2 aperte), tutte contemporaneamente funzionanti. C'è uno sforzo per mantenere alta la frontiera tecnologica, con un ricambio continuo e la ricerca di nuovi strumenti che possono aiutare in campo ambulatoriale. L'anno scorso abbiamo speso per questo circa 4 milioni di euro e quest'anno arriveremo anche a 5", prevede Carli.

L'offerta del Cdi comprende anche "l'attività di sorveglianza sanitaria presso aziende con sedi in tutta Italia. E' un'attività di medicina del lavoro che, seppur minoritaria - intorno al 10% - rispetto al resto del business, sta continuando a crescere". Globalmente i pazienti del network di strutture raggiungono quota 800 mila in un anno; 470 mila le visite ambulatoriali, 213 mila gli esami di diagnostica per immagini, 17 mila i check up, 4,3 milioni i test di laboratorio. "Quello che ci dà la crescita maggiore è la parte relativa alle visite specialistiche, perché sostenuta e ben integrata con l'attività diagnostica e strumentale in tempi rapidi. Copriamo tutte le specialità, dalla genetica alla psicologia".

Sul fronte prevenzione, un punto forte sono "i pacchetti di prestazioni che puntano a una sorta di 'tagliando della salute'. Possono essere orientati (per esempio alle malattie femminili) o più generalizzati. Abbiamo un medico che fa da tutor lungo percorsi che si sviluppano in un periodo di tempo limitato, mezza giornata o poco più 6 ore, con tutti gli approfondimenti diagnostici e gli esami clinici necessari. In questo modo seguiamo la storia dei nostri pazienti". Spazio anche a iniziative più sociali e divulgative, alla partecipazione a giornate nazionali su varie malattie ("ne facciamo una decina all'anno"). Un esempio "l'impegno di quest'anno sulla prevenzione precoce dell'epatite C". Se, infine, dall'attività ambulatoriale emergono "filoni interessanti e dati da approfondire, facciamo anche ricerca e pubblichiamo qualche studio. La nostra politica - conclude Carli - è la presa in carico completa dei nostri pazienti, in una logica di servizio. E i risultati arrivano: abbiamo un tasso di fidelizzazione superiore all'80%".

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