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Telecom, fondi preoccupati da richiesta Vivendi per cda

FINANZA
Telecom, fondi preoccupati da richiesta Vivendi per cda

Fondi preoccupati per la richiesta di Vivendi di ampliare il board di Telecom Italia. Gli investitori istituzionali "non possono che manifestare anche a Lei e all'organo che presiede le loro preoccupazioni per il futuro assetto complessivo dell'organo amministrativo di Telecom Italia nonché per la mancanza di chiara informativa circa le intenzioni e gli obiettivi sottesi all'iniziativa di Vivendi''. E' quanto si legge nella lettera inviata dal Comitato dei gestori al presidente Giuseppe Recchi, in cui si chiede di valutare nel dettaglio la necessità e l'opportunità di accogliere la richiesta avanzata da Vivendi di allargare il cda a 17 membri con l'ingresso di 4 nuovi consiglieri indicati dal socio francese. Richiesta che sarà domani all'attenzione del board.

''Pur ribadendo l'assoluta legittimità della richiesta dell'azionista Vivendi e la conseguente necessaria integrazione dell'ordine del giorno da parte di codesto consiglio, poniamo all'attenzione e chiediamo l'espressione della Vostra valutazione", in particolare, su tre punti chiave. Primo, "l'effettiva necessità di una integrazione del consiglio di amministrazione che porti il numero dei componenti dello stesso a ben 17".

Secondo "l'opportunità che siedano nel board tre rappresentanti operativi di un socio qualificato di 'influenza notevole' che sarà così in grado di esercitare una influenza ancora maggiore rispetto a quella derivante dalla percentuale del capitale sociale di Telecom Italia in suo possesso, senza aver lanciato un'offerta pubblica d'acquisto". Terzo, "l'opportunità di svincolare dal divieto di concorrenza i tre candidati che svolgono le funzioni di Ceo, Cfo e direttore operativo in Vivendi, la quale opera nello stesso settore di Telecom Italia''.

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