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Iren: +42% utile in 9 mesi. Approvato piano industriale

FINANZA
Iren: +42% utile in 9 mesi. Approvato piano industriale

Paolo Peveraro, presidente gruppo Iren

Iren chiude i primi 9 mesi del 2017 con un utile netto di gruppo pari a 179,5 milioni di euro (+42,3%) rispetto a 126,2 milioni registrati nei primi nove mesi dell’anno scorso, complice anche un minore carico fiscale. I ricavi consolidati del gruppo emiliano dell'energia si attestano a 2.614,4 milioni, in aumento del 17,3%, l'Ebitda è pari a 622,2 milioni di euro (+11,3%), mentre l'Ebit si attesta a 340,6 milioni di euro, in crescita del 21,4% rispetto al 30 settembre 2016.

L'indebitamento finanziario netto è pari a 2.378 milioni, in riduzione di circa 79 milioni rispetto al 31 dicembre 2016, beneficiando della robusta generazione di cassa che ha coperto gli investimenti del periodo e il pagamento dei dividendi relativi all’anno 2016 pari a circa 89 milioni di euro. Nei primi nove mesi del 2017 gli investimenti della municipalizzata sono stati pari a 200,2 milioni. "Le performance registrate nei primi nove mesi dell’anno, proseguono il trend positivo che ha connotato i risultati del gruppo negli ultimi 3 anni, confermando ulteriormente la bontà delle scelte strategiche effettuate", il commento dell'ad Massimiliano Bianco.

Approvato anche il piano industriale al 2022 che ha tra le parole chiavi sostenibilità ambientale, risparmio energetico e mobilità elettrica. Il gruppo si prefigge al 2022 una crescita dell’Ebitda pari a circa 170 milioni, che porterà il margine operativo lordo a 950 milioni al 2022 (Cagr 3,3%) e un utile di gruppo a circa 265 milioni, in crescita del 52%.

Un piano che potrà beneficiare di una flessibilità finanziaria che consentirà di cogliere opzioni di sviluppo al 2022 attraverso investimenti pari a 2,5 miliardi, in crescita di circa 300 milioni (+15% circa) rispetto al precedente business plan, di garantire agli azionisti "una dividend policy chiara e soddisfacente con l’impegno del management verso una crescita annua del dividendo di almeno il 10%", sottolinea l'ad Bianco e aggiunge il presidente Paolo Peveraro "di cogliere nuove opportunità di consolidamento territoriale attraverso operazioni di M&A, dalle quali stimiamo una crescita incrementale dell’Ebitda di circa 130 milioni di euro, non inclusa nei numeri del piano".

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