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Il lavoro su Twitter? Non merita la sufficienza

Dai cinguettii grande interesse, ma scarsa positività per tematiche legate a lavoro

Il lavoro su Twitter? Non merita la sufficienza

Il lavoro e le tematiche ad esso più vicine trattate in Italia su Twitter, tra febbraio e aprile 2015, hanno registrato un grande interesse (412.186 tweet per 130.333 utenti unici), ma una scarsa positività (il sentiment generale è 46, in un range che va da 0 a 100). L’argomento lavoro copre il 74,4% dei tweet e l’89% degli utenti sul totale delle tematiche affini al lavoro analizzate.

Nello specifico, il sentiment è: lavoro (52), professione (44), impiego (41), occupazione (28), sciopero (26), disoccupazione (25), pensione (24), cassa integrazione (16), Jobs Act (11). Questi in sintesi i risultati dell’innovativa analisi di ICE per Manageritalia. Un’analisi sui 'cinguettii' dei social professionali, particolarmente frequentati da addetti ai lavori, operatori dell’informazione e business community.

Il picco di tweet (oltre 47mila) e utenti (oltre 24mila) lo si è raggiunto nei primi giorni di marzo, quando imperversavano le notizie sulla perdita di posti di lavoro al Sud, la riforma del lavoro tramite il Jobs Act, le affermazioni di Landini sulla ripresa, il calo dell’occupazione nelle grandi imprese secondo l’Inps, l’aumento dell’età in uscita per la pensione.

Nel periodo di analisi, il sentiment non ha mai raggiunto nemmeno lontanamente la sufficienza, passando dal 5 dei primi giorni di febbraio al 4,6 di metà aprile e toccando un minino da “bocciatura senza repliche” (3,8) a cavallo tra febbraio e marzo.

"Parlare e soprattutto lavorare – dice Enrico Pedretti, direttore Marketing di Manageritalia – perché il lavoro in Italia diventi sempre più fonte di produttività e benessere per persone, aziende e il sistema è compito di tutti, ma in primo luogo dei manager e di chi li rappresenta. Anche in vista del primo maggio, ci è sembrato interessante analizzare il sentiment sul tema lavoro di un’importante parte della business community, quella che si esprime, anche e sempre più spesso, su Twitter. Rifaremo l’analisi a cavallo del primo maggio per vedere l’influenza della festa del lavoro su cosa se ne pensa e quanto se ne dice", conclude.

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