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Il Social World Film Festival premia 'Transumanza' di Zazzara

Per la miglior sceneggiatura nella categoria documentario

Il Social World Film Festival premia 'Transumanza' di Zazzara

'Transhumance-Transumanza' del regista pescarese Roberto Zazzara ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura, nella categoria documentario, in occasione della V edizione del 'Social World Film Festival' di Vico Equense (Napoli). Il film, con le musiche originali di Ernst Reijseger (collaboratore del regista Werner Herzog), è stato scelto dalla giuria 'Giovani e lungometraggi', una delle cinque giurie chiamate a votare le opere in concorso in ciascuna sezione.

'Transhumance- Transumanza' racconta in un'ora il viaggio che il 29 settembre del 2012 è stato intrapreso da un gruppo di persone guidate da Pierluigi Imperiale, veterinario aquilano che dal 2007 ripercorre l'antico tracciato del Tratturo Magno, la strada maestra che portava i pastori e le loro greggi da L'Aquila a Foggia. Un percorso di 250 km attraverso l'Abruzzo, il Molise e la Puglia coperto in dieci giorni. Il regista e i suoi collaboratori hanno seguito, attrezzatura in spalla, passo dopo passo il respiro dei camminatori.

Il debutto al 'Social World Film Festival' e il premio per la migliore sceneggiatura sono un ulteriore riconoscimento per il regista che per la realizzazione di 'Transhumance - Transumanza' è stato appoggiato dagli imprenditori Davide Chiodelli e Lorenzo Di Donato, da Sony Italia e dalla Panatronics.

"E' un viaggio in cui racconto il respiro della strada, il cambiamento della percezioni del mondo e di se stessi procedendo insieme agli altri", ha spiegato Zazzara nel corso della premiazione.

“Un documentario - ha spiegato - è molto diverso da un film. Il film si scrive e poi si gira; il documentario, invece, si scrive mentre lo si fa, mentre si cammina. Nel mio caso, essendo 'Transhumance' un viaggio, l'ho scritto sulla strada, 'on the road'. Sono particolarmente contento del risultato; questa è stata la prima proiezione e non poteva esserci un inizio migliore per me, che ho creduto tanto in questo progetto, e per tutti coloro che in questi anni hanno camminato insieme a me".

"Non mi resta che tener fede alla mia promessa, dunque: sono riuscito a presentare il documentario in un festival importante, adesso il prossimo passo sarà tagliare la barba che lascio crescere da quasi tre anni, ovvero dall'inizio di quest'avventura. Sarà un momento altrettanto significativo, perché sarà un ulteriore segno tangibile del cambiamento, di un nuovo inizio per me e per 'Transhumance - Transumanza'”, ha concluso.

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