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Strage di Erba

10 anni fa il massacro di Rosa e Olindo

10 dicembre 2016 | 06.56
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Rosa Bazzi e Olindo Romano (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Sono passati 10 anni dalla sera dell'11 dicembre 2006, quando in una vecchia corte ristrutturata al civico 25 di via Diaz di Erba (Como), divampa un incendio nell'appartamento di una delle palazzine che la compongono. Quando i vigili del fuoco riescono a domarlo, ed entrare, lo scenario che si trovano davanti è dei più sconvolgenti: nell'abitazione vengono scoperti quattro corpi senza vita e un sopravvissuto, Mario Frigerio, gravemente ferito, che viene trasportato d'urgenza all'Ospedale Sant'Anna di Como dove viene sottoposto a diversi interventi.

L'uomo, percosso e accoltellato alla gola, è sopravvissuto grazie a una malformazione congenita della carotide che gli ha impedito di dissanguarsi completamente, ed è l'unico testimone oculare di quella che diventerà nota come 'La strage di Erba'. Sotto i colpi di spranga e coltelli muoiono la moglie di Figerio, Valeria Cherubini, Raffaella Castagna, il figlio Youssef di soli 2 anni, e la nonna del piccolo Paola Galli. Le indagini si concentrano inizialmente su Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, che al momento dei fatti si trova però in Tunisia in visita ai genitori. Confermato il suo alibi, gli inquirenti iniziano a sospettare di un regolamento di conti compiuto contro di lui.

Ma tra le altre piste seguite viene a galla il comportamento anomalo di due vicini di casa di Raffaella Castagna, Rosa Bazzi e Olindo Romano, che in passato avevano avuto contenziosi con la vicina di casa, Raffaella Castagna. La coppia viene fermata e condotta in carcere. A insospettire gli inquirenti è anche il fatto che mentre l'Italia intera si interessa a quanto accaduto, i coniugi Romano non commentano mai i fatti.

Un mese esatto dopo la strage, davanti ai magistrati, la coppia ammette di essere l'artefice della strage. Ciascuno dei due si addossa la responsabilità, ma poco dopo ritrattano, descrivendo la confessione come estorta dagli inquirenti con la minaccia di separarli per sempre. La testimonianza di Figerio sarà tuttavia una delle prove decisive, a dire dell'accusa, per dimostrare la colpevolezza dei coniugi Romano.

Il 26 novembre 2008 entrambi vengono condannati all'ergastolo con tre anni di isolamento diurno inflitti dai giudici d'Appello, verdetto confermato in Cassazione. Olindo è detenuto a Opera e Rosa a Bollate, continuano a vedersi tre volte al mese per due ore ogni incontro, come concesso loro fin subito dopo la condanna. Azouz Marzouk, marito di Raffaella e padre di Youssef, in più occasioni disse di non essere certo della colpevolezza di Olindo e Rosa, mai nessun dubbio invece per la famiglia Castagna e per Frigerio.

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