La richiesta è un tavolo unico a Palazzo Chigi e ritiro del piano di chiusura
Nuova giornata di proteste dei lavoratori ex Ilva a Taranto e Genova. Le organizzazioni dei meltameccanici di Taranto di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb hanno proclamato dalle 12 di oggi uno sciopero a oltranza nella fabbrica di Acciaierie d'Italia, ex Ilva, nel capoluogo jonico "fino a nuova comunicazione per protestare contro il piano presentato dal governo". L'iniziativa è finalizzata "a richiedere un incontro per un unico 'tavolo' a Palazzo Chigi, con l'obiettivo di ottenere il ritiro del Piano e di avviare un confronto serio e costruttivo sui diritti, la sicurezza e il futuro dei lavoratori. Questo atto di protesta rappresenta un momento fondamentale - aggiungono - per difendere i diritti di tutti i lavoratori e garantire un futuro di stabilità e dignità nel mondo del lavoro".
"Questa mattina lo sciopero è partito dalla direzione aziendale, con presidi all'interno e all'esterno del sito, ed è proseguito con il blocco dei binari nella zona tra area l'ghisa e l'area acciaieria", comunicano i sindacati di Taranto. "Il blocco - si legge - ha determinato il fermo produttivo dell'Afo 4 e vista l'improvvisa fermata, che avrebbe potuto procurare emissioni diffuse e fuggitive, abbiamo deciso di spostare il blocco nell'area spedizioni. La mobilitazione continua".
A Genova i lavoratori Ex Ilva si sono riuniti in assemblea fino alle 9 per poi partire con un corteo lungo le strade del ponente. I manifestanti circa mille persone tra operai dello stabilimento di Cornigliano, quelli di Ansaldo Energia, occupata da ieri, e Fincantieri, hanno prima bloccato l'aeroporto Cristoforo di Genova e poi l'autostrada A10.
"L'aeroporto è bloccato per lanciare un messaggio al governo, contro le chiacchiere. Il lavoro, a partire da Ilva deve arrivare a Genova" aveva spiegato il sindacalista Fiom Armando Palombo, aggiungendo che "il lavoro non può andare via da Genova".
Autostrade in una nota sulla manifestazione a Genova dei lavoratori ex Ilva, Ansaldo Energia e Fincantieri ha fatto sapere che "alle ore 12 circa, sulla A10 Genova-Savona, sono stati temporaneamente chiusi i tratti compresi tra Genova Pra' e l'allacciamento con la A7 Serravalle-Genova verso Genova e tra l'allacciamento con la A7 e Genova Pegli verso Savona, a causa di una manifestazione che sta interessando la competenza autostradale". I tratti sono stati poi riaperti verso le 15, con conseguenti rallentamenti sul traffico.
I segretari generali di Fim, Fiom, Uilm, Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella hanno scritto una lettera alla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, al sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano e ai ministri Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso e Maria Elvira Calderone per chiedere la convocazione urgente presso Presidenza del Consiglio del tavolo permanente sull’ex Ilva Adi in As.
“A seguito della presentazione del piano denominato 'ciclo corto', si è generata una situazione estremamente grave, caratterizzata da conflitti e forti tensioni sociali nei territori che rischiano di avere un effetto domino. Siamo fortemente preoccupati dalla decisione di interrompere ulteriori attività produttive, con pesanti e irreversibili ripercussioni sulle prospettive future degli stabilimenti dell’ex Ilva. Alle già rilevanti incertezze riguardanti il piano di salvataggio, i processi di decarbonizzazione, la tenuta industriale e occupazionale, si sono aggiunti fondati timori relativi a una vera e propria operazione di dismissione delle attività produttive”, scrivono i segretari generali di Fim, Fiom, Uilm, Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella.
“Le scriventi organizzazioni sindacali - continua la lettera - con la presente, chiedono: il ritiro immediato del 'piano corto' e la sospensione delle operazioni di spegnimento delle batterie 7-8-9-12; l’invio dei coils a Genova, Novi Ligure e Racconigi da Taranto per garantire la continuità produttiva; no a ulteriore allontanamento dei lavoratori dalle fabbriche per effettuare formazione senza prospettiva lavorativa; l’avvio di un vero piano di manutenzione degli impianti”. In caso di mancata convocazione dell’incontro, “con la presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni - scrivono i segretari generali di Fim, Fiom, Uilm - di fronte all’ulteriore aggravamento della situazione occupazionale e produttiva, saranno messe in campo iniziative di mobilitazione di carattere nazionale”.