Tra le iniziative adottate dall’Esecutivo, durante l’ultimo Consiglio dei Ministri, figurano due decreti legislativi approvati in via preliminare, volti a recepire altrettante direttive europee e ad aggiornare il quadro normativo nazionale in settori considerati particolarmente sensibili. Il primo decreto attua la Direttiva (UE) 2024/1712, che introduce misure rafforzate per la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani, prevedendo un ampliamento degli strumenti di contrasto e un adeguamento del sistema sanzionatorio alle modalità di sfruttamento emerse negli ultimi anni. Oltre al potenziamento delle attività di prevenzione e protezione delle vittime, vengono tipizzate nuove fattispecie di reato, tra cui lo sfruttamento legato alla maternità surrogata, l’adozione illegale e il matrimonio forzato. Nell’ottica di favorire la tutela delle vittime, il decreto introduce anche il principio della non punibilità per quei reati commessi sotto costrizione, riconoscendo la particolare vulnerabilità delle persone coinvolte nei fenomeni di tratta. Il secondo decreto legislativo approvato preliminarmente recepisce alcune disposizioni contenute negli articoli 11, 12, 13 e 15 della Direttiva (UE) 2024/1640, relative ai meccanismi che gli Stati membri devono implementare per prevenire l’utilizzo del sistema finanziario a fini di riciclaggio di denaro o finanziamento del terrorismo. L’intervento mira a rafforzare i sistemi di controllo, a migliorare la cooperazione tra le autorità competenti e a garantire maggiore trasparenza sulle operazioni finanziarie considerate a rischio, contribuendo così all’adeguamento del quadro nazionale agli standard europei in materia di sicurezza finanziaria. Accanto a questi provvedimenti, il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato un nuovo Piano d’azione triennale per la promozione dei diritti e dell’inclusione delle persone con disabilità, uno strumento programmatico che dà attuazione alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD). Il Piano si propone di superare un approccio basato principalmente sull’assistenzialismo, promuovendo invece una visione centrata sulla valorizzazione delle capacità individuali e sul pieno coinvolgimento delle persone con disabilità nella vita sociale, lavorativa e culturale del Paese. Le linee d’azione previste mirano a favorire l’autonomia, l’accessibilità e l’inclusione, attraverso politiche integrate che coinvolgono diversi ambiti istituzionali.