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Coronavirus, Zanda: "Pronti a dare in pegno Palazzo Chigi e Montecitorio"

Il tesoriere dem a Repubblica: "Meglio dare in garanzia i nostri immobili pubblici anziché affidarsi alla Troika". Salvini: "Non faremo la fine della Grecia"

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28 marzo 2020 | 16.48
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"Idee nuove, molto coraggio e tanti tanti soldi poiché occorrerà aiutare la ripresa sia del piccolo commercio sia della grande industria". Luigi Zanda, senatore del Pd, intervistato da Repubblica, sottolinea come l'emergenza coronavirus dovrà vedere in campo risposte nuove e immediate. Per il tesoriere del partito democratico "se l’Europa non ci aiuta il premier Conte ha detto che faremo da soli. Ma siccome nessun prestito ci verrà mai concesso senza garanzie, per far fronte al nostro fabbisogno straordinario senza far esplodere il debito pubblico potremmo dare in garanzia il patrimonio immobiliare di proprietà statale, almeno per la parte costituita dagli edifici che ospitano uffici, sedi delle grandi istituzioni, ministeri, teatri, musei... È una vecchia tesi che può tornare attuale".

Anche Montecitorio o Palazzo Chigi? "E perché no? Siamo in guerra. E poi parliamo di garanzia, non di vendita. Si tratta di beni già iscritti nel bilancio dello Stato per un valore che si aggira intorno ai 60 miliardi". "Credo sia meglio dare in garanzia il nostri immobili pubblici anziché affidarsi alla Troika. Che vorrebbe dire cessione di sovranità", dice il senatore: "Dobbiamo impedire a tutti i costi che il Paese finisca in default".

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