Scuola, consenso informato: la Camera dà l'ok al ddl e scatta il flash mob delle opposizioni

Il via libera della Camera con 151 voti a favore, 113 contrari. Schlein: "Su ddl Valditara destra ha fatto passo indietro grave"

Studenti - (Fotogramma/Ipa)
Studenti - (Fotogramma/Ipa)
03 dicembre 2025 | 12.10
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Via libera della Camera con 151 voti a favore, 113 contrari e un astenuto al disegno di legge presentato dal governo sul consenso informato in ambito scolastico, in base al quale le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, per la partecipazione a eventuali attività che riguardino temi attinenti all'ambito della sessualità, mettendo a disposizione per la necessaria visione il materiale didattico che si intende utilizzare per queste attività.

"È stato approvato alla Camera un testo che, nel combinato disposto con le nuove indicazioni nazionali e quindi con le nuove Linee guida sulla educazione civica, dà vita a una regolamentazione innovativa che ha a cuore la crescita equilibrata dei nostri giovani e garantisce la serietà scientifica della trattazione di problemi eticamente delicati nel rispetto dei valori costituzionali", è il commento del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Il flash mob Pd, M5s, Avs, +E e Azione contro ddl Valditara: "Educare è prevenire"

Una folta delegazione di deputati del Partito democratico (di cui ha fatto parte anche la segretaria, Elly Schlein), del Movimento 5 stelle, di Avs (con i leader Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli), di Azione e di +Europa (con il segretario Riccardo Magi) si schiera contro il ddl Valditara. Davanti alla Camera, dopo l'approvazione in aula del disegno di legge governativo sul consenso informato in ambito scolastico, i parlamentari dell'opposizione unita hanno esposto diversi cartelli, in un flash mob silenzioso: "Violenza: educare per prevenire", "Più educazione, meno violenza", "L'educazione sessuo-affettiva è un diritto", recitavano i cartelloni.

"Siamo qui per ribadire la contrarietà" al ddl Valditara "e i profondi rischi che questo provvedimento porta con sé: bloccare di fatto quelli che sono i progetti sull'educazione sessuo-affettiva nelle scuole condizionandoli al consenso preventivo dei genitori. È un grande rischio che questa legge porta con sé ed è bene che ci sia un'azione conoscitiva. Molte associazioni, psicologi, cittadini ci stanno seguendo e ci hanno seguito questa settimana. Essere qui, tutti insieme, è un modo per riaffermare il lavoro fatto in aula e la nostra contrarietà e il nostro allarme rispetto a questo disegno di legge", ha detto a margine Irene Manzi, deputata del Pd.

Per Gilda Sportiello, del Movimento 5 stelle, "stiamo andando nella direzione opposta rispetto a quella che deve percorrere il governo. L'educazione sessuo-affettiva nelle scuole è un diritto e dovrebbe diventare strutturale in ogni grado di istruzione, a partire dalle scuole dell'infanzia, per combattere le violenze di genere, una cultura patriarcale che opprime e che uccide". "Purtroppo - ha ribadito - stiamo andando nella direzione contraria, e quello che sta accadendo è che l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole verrà fortemente limitata e si inserisce una sorta di sospetto nelle famiglie sulla scuola, perché si fa pensare che nella scuola ci sia qualcuno che espone a un pericolo i ragazzi e le ragazze. Questo non avviene, è un altro strumento della propaganda di questo governo".

"Il 90% degli italiani chiede che nelle scuole ci sia un'ora di educazione sessuo-affettiva, a tutti i livelli, strutturale per combattere la violenza di genere e l'omofobia - ha detto Elisabetta Piccolotti, di Avs -. invece il governo insegue l'opinione di una minoranza che ha delle posizioni oscurantiste e decide di vietare ogni attività di educazione sessuo-affettiva fino agli undici anni e di sottoporre la partecipazione al progetto di tutti gli altri ragazzi al consenso dei genitori. In questo modo si nega a tanti ragazzi, a tante ragazze la possibilità di avere un'informazione oggettiva, scientificamente fondata e libera sulla propria sessualità. È un grave danno per le malattie sessualmente trasmissibili, per le gravidanze indesiderate, per gli stereotipi di genere. L'ordine degli psicologi e tanti altri professionisti ci chiedono di fare opposizione a questo provvedimento perché è pericoloso". Non solo, ha aggiunto, "il provvedimento vieta persino i progetti delle Asl e dei consultori familiari: davvero un atteggiamento antiscientifico e pericoloso".

"Ostacolare l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole non è solamente un atto di inciviltà, ma produce anche l'effetto contrario di quello che viene dichiarato dal governo e dalla maggioranza: diminuisce la protezione per i ragazzi". Questo "viene fatto da questo governo in maniera irresponsabile come regalo al cosiddetto movimento Pro vita". Alcuni esponenti "avevano definito l'educazione sessuo-affettiva 'mettere le mani nelle mutande dei nostri figli', questo dà la misura di quanta ignoranza, oscurantismo, inciviltà ci sia in questo provvedimento. Noi vogliamo aprire la scuola all'informazione, basata sulle evidenze scientifiche, anche di fronte a un aumento esponenziale delle infezioni sessualmente trasmissibili nelle fasce più giovani della popolazione. Questa realtà meritava un provvedimento di segno opposto rispetto a quello che oggi il governo ha dato al nostro Paese", ha spiegato invece Magi.

Da Azione, con Fabrizio Benzoni, si è spiegato che si sono "uniti a questa battaglia che vede il governo mettere davanti l'ideologia al buon senso. Il risultato sarà esattamente l'opposto di quello che avrebbe dovuto unire un Parlamento, cioè portare l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, portare i nostri ragazzi a un futuro migliore e invece l'ideologia blocca tutto questo processo".

Schlein: "Su ddl Valditara destra ha fatto passo indietro grave"

"Quello che ha fatto oggi la destra è molto grave, è il contrario di quello che servirebbe in questo Paese per contrastare la violenza di genere e per prevenirla", dice la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, durante il flash mob delle opposizioni, davanti a Montecitorio.

"Tante volte - spiega la leader dem - ci siamo messi a disposizione su questo tema per far fare dei passi avanti al Paese, abbiamo votato insieme delle misure di repressione. Ma non basta la repressione se non si fa la prevenzione e quello che oggi la destra fa è un passo indietro clamoroso, perché impedisce e vieta l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole primarie e, in sostanza, la impedisce anche nelle scuole secondarie, perché senza dare più risorse alle scuole si chiede loro di farsi carico di preparare attività separate per quelle famiglie che non danno il consenso. Senza avere risorse in più e senza spazi adeguati, il risultato è evidente: la scuola ci penserà due volte prima di proporre un'attività di educazione sessuale e affettiva nelle scuole". Schlein ricorda: "Proprio in questi giorni c'è stata una notizia gravissima che ha visto, nel liceo Giulio Cesare, comparire su un muro una lista degli stupri: è la dimostrazione che la cultura dello stupro, la violenza patriarcale nelle scuole è già entrata e ci sentiamo spiegare da dei ministri della Repubblica che l'educazione non serve a prevenire. Invece è proprio dalle scuole che deve iniziare l'educazione sessuo-affettiva. L'Italia è uno dei sette Paesi europei che non ha questa educazione già obbligatoria e noi siamo convinti che servirebbe in tutti i cicli scolastici.

"Questo passo indietro è inspiegabile. Purtroppo la violenza patriarcale nelle scuole è già entrata e, come hanno spiegato le studentesse e gli studenti del liceo Giulio Cesare, quando lo stupro viene utilizzato come minaccia, alimenta la stessa cultura che arma le violenze, che umilia, che zittisce, che colpisce il corpo e la libertà delle donne. E' proprio dalle scuole che bisogna partire rendendo obbligatoria l'educazione alle differenze, alla affettiva, all'educazione sessuo-affettiva, come in tantissimi altri Paesi europei", conclude la segretaria del Pd.

 

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