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A Crotone no alla tombatura dei rifiuti, sì alla bonifica integrale delle aree

19 febbraio 2014 | 17.15
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L'attuale momento politico "non ci preoccupa di per sé, a preoccuparci sono i tempi perché è provato scientificamente che i tempi con i quali si interviene a disinquinare e bonificare sono salvifici: prima si interviene e prima si abbatte il rischio e la possibilità che gli inquinanti procurino danni alla salute dei cittadini. Uno 'scivolamento' dei tempi ci preoccuperebbe, visto che il territorio aspetta da oltre 20 anni che quel sito sia disinquinato e restituito alla fruizione dei cittadini crotonesi". Così all'Adnkronos l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria Francesco Pugliano in riferimento alla bonifica del Sin (sito di bonifica d'interesse nazionale) di Crotone.

Il sito Crotone-Cassano-Cerchiara, di cui fanno parte le tre aree industriali dismesse di proprietà Syndial, è incluso nell'elenco dei Sin dal 2001 e si estende sulla terraferma per 530 ettari e a mare per 1.452 ettari. Ma sulle attività di bonifica, che spettano alla Syndial, "pur comprendendo che sono procedure che hanno bisogno di mettere tanti soggetti attorno a un tavolo per avviare iter tecnico amministrativi, siamo in notevole ritardo rispetto alle esigenze e al credito che quel territorio vanta nei confronti di chi ha inquinato", aggiunge Pugliano. Ma su questo "Regione Calabria, Provincia e Comune di Crotone hanno una posizione comune e condivisa - sottolinea - e stanno chiedendo al ministero dell'Ambiente di fare da garante affinché si proceda con una bonifica integrale".

Un no condiviso, dunque, al progetto presentato dalla Syndial (e che ha già ricevuto parere negativo dalle istituzioni locali) che prevede "la tombatura dei rifiuti in un 'sarcofago' che lascerebbe muraglie di rifiuti sul mare crotonese che, sia dal punto di vista del livello di inquinamento sia dal punto di vista visivo, sono una jattura, una cosa obbrobriosa". Sì invece a un progetto che preveda che "questi rifiuti, centinaia di migliaia di metri cubi, vengano prelevati e smaltiti in discariche fuori dal territorio crotonese", spiega l'assessore Pugliano. Una posizione condivisa anche dal ministro Orlando, "cosa che ci fa sperare che quel progetto sarà bocciato anche dal ministero per procedere invece con una bonifica ambientale, specie delle due discariche sul mare che sono quelle che più preoccupano".

Unità d'intenti, da parte delle istituzioni calabresi, sul tema fondamentale della destinazione del sito, in base alla quale avviare il tipo di bonifica (un conto è bonificare un sito da destinare ad attività industriali, un conto è farlo con l'obiettivo di restituire l'area ai cittadini). "Siamo tutti d'accordo nel dire no ad altre attività industriali sul sito - sottolinea Pugliano - e per questo non si accetta una semplice messa in sicurezza ma serve la garanzia che i danni già procurati non estendano al futuro".

Per quanto riguarda le tempistiche "non credo che serva molto tempo, ma serve sicuramente la volontà di presentare un progetto alternativo a quello già bocciato dalle istituzioni". Su questo fa fede "il principio comunitario di 'chi inquina paga' e noi ci affidiamo e confidiamo nella capacità del ministero, che ha egida sui Sin, a garantire al territorio crotonese il diritto certo alla salute".

L'assessore Pugliano ribadisce anche che "i fondi riconosciuti dal Tribunale di Milano al ministero dell'Ambiente per il riconoscimento del danno ambientale, con sentenza di condanna per la Syndial a 56 milioni di euro, sono somme aggiuntive che non possono sostituirsi a quelle per bonificare totalmente quel territorio".

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