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Afghanistan: nessun presidente a summit Nato, stabilità in bilico

03 settembre 2014 | 13.59
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Non ci sarà il capo di Stato dell'Afghanistan al summit della Nato che si terrà domani e dopodomani in Galles. E questo perché i due candidati alla successione di Hamid Karzai, Ashraf Ghani e Abdullah Abdullah, non sono ancora riusciti a risolvere la disputa sui risultati delle elezioni presidenziali, e di conseguenza non è ancora stato dichiarato un vincitore. A proposito non ha nascosto il suo disappunto il Segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, che incontrando i giornalisti ha detto che ''noi abbiamo fatto quello che andava fatto. Abbiamo negato un posto sicuro ai terroristi internazionali. Abbiamo costruito forze afghane capaci con 350mila tra soldati e poliziotti. Ora le nostre nazioni sono più sicure e l'Afghanistan è più forte''.

Ma l'obiettivo che i summit Nato diventasse un simbolo di un nuovo rapporto con l'Afghanistan, con tanto di abbraccio del nuovo presidente, non verrà raggiunto. E l'incertezza politica a Kabul resta, con i diplomatici della Nato che ammettono come il vuoto di potere confermi i loro peggiori timori per un partner instabile. Inoltre durante il summit Nato si sarebbe dovuto annunciare formalmente che le forze della sicurezza afghana hanno pieno controllo della situazione e in futuro avrebbero bisogno solo di una piccola presenza di addestratori e consulenti internazionali. Inoltre l'incontro in Galles sarebbe servito a ricordare ai donatori internazionali di mantenere il loro sostegno all'Afghanistan.

Alla fine, il summit di domani farà emergere una scarsa fiducia da parte dei membri della Nato nei confronti dell'Afghanistan, che non è riuscito a superare l'impasse politico, ha detto il vice presidente dei programmi meridionale e dell'Asia centrale presso l'US Institute of Peace Andrew Wilder. ''Il gioco pericoloso della politica del rischio che gli aspiranti alla presidenza dell'Afghanistan e i loro sostenitori politici stanno giocando ha buttato via un'opportunità estremamente importante per l'Afghanistan di avviare il processo di ricostruzione del suo rapporto di fondamentale importanza con la Nato e con gli Stati Uniti in particolare", ha aggiunto Wilder.

Inoltre l'Amministrazione Obama potrebbe aver perso molta della sua influenza sul prossimo governo afghano. Per mesi i funzionari degli Stati Uniti hanno esortato Karzai a firmare un accordo militare con Washington per regolare l'operato delle forze statunitensi in Afghanistan dopo il 2014. Karzai si è rifiutato, mentre entrambi i due candidati alla presidenza, Ghani e Abdullah, si sono detti d'accordo a firmare il patto sulla sicurezza una volta giunti alla guida del Paese. Ma siccome nessuno dei due è ancora stato proclamato vincitore, nessun accordo è stato firmato con gli Usa.

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