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Agcom, anno quasi 'orribile' per le comunicazioni: tengono tlc, soffrono media

07 luglio 2020 | 16.16
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(Fotogramma)

di Laura Valentini

Gli effetti dell'epidemia da coronavirus non hanno risparmiato il settore delle comunicazioni il cui valore complessivo alla fine del 2020 potrebbe scendere al di sotto dei 50 miliardi di euro, con una perdita rispetto al 2019 dai 3 ai 5 miliardi, corrispondente a una variazione compresa tra il -6% e il -10%. Guardando a quello che avrebbe potuto essere l’andamento complessivo del sistema delle comunicazioni nel 2020 in assenza dell’evento congiunturale, l’effetto negativo prodotto dall’epidemia è stimabile tra i 4 e i 6 miliardi. E' quanto scrive l'Agcom nella Relazione annuale approfondendo l'impatto dell'epidemia sui settori regolati.

Il valore complessivo dei mercati regolati dall'Agcom nel 2019 è pari a circa 52,3 miliardi con una flessione su base annua del 2,8% sull'anno precedente, tornando ai valori registrati nel 2015. Il quadro generale per il 2020 è quello di un anno non proprio orribile ma di certo brutto per i media con le tlc che invece 'tengono' pur risentendo della crisi.

Nel complesso, il valore del sistema economico delle comunicazioni nei primi tre mesi del 2020, stimato in 11,6 miliardi di euro di ricavi, risulta inferiore di quasi il 6% rispetto allo stesso periodo del 2019, con i tre macrosettori di riferimento telecomunicazioni, media e servizi postali che mostrano andamenti pressoché identici.

L’impatto dell’epidemia sui media tuttavia non si esaurisce nel primo trimestre visto che gli effetti negativi si riverberano su tutto il 2020: la stima sui ricavi è di una perdita tra il -9% e il -12%. Nelle telecomunicazioni, nel 2020 la tendenza è negativa anche se inferiore a quella dell’andamento generale dell’economia: è prevista una contrazione tra il 6 e il 10% del settore, a seconda dei diversi scenari macroeconomici

"Sia per le risorse pubblicitarie sia per la vendita di prodotti editoriali (questi ultimi già strutturalmente in perdurante difficoltà) si prevede una severa flessione in tutti i comparti, più accentuata dell’andamento dell’intera economia" si legge nella Relazione.

Il canone per il servizio radiotelevisivo, data la sua natura di imposta, dovrebbe risentire meno pesantemente degli effetti negativi mentre le prospettive sono positive per il segmento Vod della Tv a pagamento grazie alla crescita soprattutto di piattaforme come Netflix e Amazonseppur più contenuto di quanto mostrato nel primo trimestre dell’anno. A marzo il Vod aveva visto un aumento record del 60% dovuto certamente alla voglia di intrattenimento coincisa con il lock down.

Nella Relazione l'Autorità mette in guardia contro le crescenti "diseguaglianze digitali". Basti pensare che il 12,7% degli studenti non ha usufruito della didattica a distanza durante l'emergenza legata al coronavirus.

A fronte di livelli di copertura territoriale che potenzialmente consentono all'88,9% delle famiglie italiane di accedere a servizi internet con velocità maggiori o uguali a 30 Mbps, solo il 37,2% di esse possiede effettivamente una simile connessione, indica il documento.

La differenza di copertura (più o meno 30 Mbps) tra regioni supera i 40 punti percentuali. Con riferimento alla costruzione di infrastrutture critiche, "la crisi epidemica determinerà una decisa contrazione degli investimenti privati, con effetti sulla qualità dei servizi, la tenuta della rete e la sicurezza della stessa" sottolinea infine l'Agcom.

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