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Moda: Alexander McQueen, sartorialità nelle terre estreme

12 gennaio 2020 | 16.19
LETTURA: 2 minuti

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di Federica Mochi

Art nouveau e mestieri d’arte. Un ibrido che si fa elegante, classico e moderno al contempo. Da Alexander McQueen, per la collezione autunno-inverno 2020 presentata a Milano, Sarah Burton si spinge a fino al Nord, nelle terre romantiche e selvagge della campagna scozzese e inglese, immaginando forme ispirate al tailoring con materiali e tessuti ricchi, che richiamano i colori e la consistenza ruvida di rocce, cardi e minerali.

Abiti ibridi che traducono in soprabiti doppiopetto e abiti sartoriali tagliati chirurgicamente o nei cappotti e nelle giacche in mohair di pelle di squalo grigio e lana nera, impiombati e tagliati, che richiamano le linee delle imbracature militari. Interessante la lavorazione col cardo nero, disegnato a mano nello studio Alexander McQueen, stampato e ricamato in oro e fili d'argento su un completo di lana avorio e camicia di popeline di cotone. O ancora, gli abiti e i cappotti in seta di lana stampati con un'opera d'arte dell’artista Henry Moore, ‘Three-Quarter Figure 1928’, riprodotta per gentile concessione della Henry Moore Foundation.

Tra i pezzi più sensazionali spicca l’abito nero con una colatura in oro metallizzato, il due pezzi laminato con iridescenze metal e il doppiopetto sartoriale portato con la crossbody bag. Tra i pezzi chiave il gilet-armatura ‘rampicante’ in metallo fuso, oro e fili d’argento che abbraccia il busto. Ai piedi stivaletti e Chelsea  boot con placche metalliche in nero e bordeaux completano i look.

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