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Amministrative in Brasile, dura sconfitta per partito di Rousseff

03 ottobre 2016 | 13.22
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(Afp) - AFP

Dura sconfitta per i partiti politici brasiliani coinvolti nello scandalo Petrobas al primo turno delle elezioni amministrative, le prime indette nel Paese dalla destituzione della presidente Dilma Rousseff il 31 agosto scorso. Ed è proprio il partito di Rousseff e dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva ad aver subito la sconfitta più pesante: il Partito dei Lavoratori perde quattro delle cinque capitali di Stato che amministrava, e i due terzi dei comuni che aveva vinto nel 2012, risultando il decimo partito per numero di sindaci eletti.

La batosta più amara a San Paolo, prima città del Brasile per popolazione e tradizionale roccaforte di sinistra. Qui il candidato del Partito socialdemocratico (Psdb), Joao Doria, si impone sul sindaco uscente Fernando Habbad, considerato l’erede di Lula, con il 53% delle preferenze. Una doppia vittoria, quella di Doria, che passa al primo turno per la prima volta da quando, nel 1992, sono stati introdotti i ballottaggi nelle amministrative. Al Psdb va anche la capitale dello Stato di Minas Gerais, Belo Horizonte.

Dalla tornata elettorale, importante test per i principali partiti politici brasiliani in vista delle presidenziali del 2018, esce sconfitto anche il partito del Movimento Democratico Brasiliano (Pmdb) del presidente Michel Temer. Il Pmdb perde Rio de Janeiro e non passa al secondo turno, dove si sfideranno il senatore conservatore e vescovo evangelico Marcelo Crivella, e l'esponente del Partito Socialismo e Libertà Marcelo Freixo.

Dei 144 milioni di cittadini chiamati a rinnovare i consigli comunali in 5.568 città, il 40% degli aventi diritto al voto non si è recato alle urne, nonostante il voto sia obbligatorio in Brasile, o si è astenuto.

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