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Moda

Armani, velluto nero per fare pulizia dopo euforia colori /Foto

29 febbraio 2016 | 18.37
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Giorgio Armani, Autunno Inverno 2016-17

"Ho comperato una piccola fabbrica di velluto". Scherza Giorgio Armani dopo la sfilata che ha visto in passerella le proposte per il prossimo Autunno Inverno destinate alla donna. E questo perché in scena sono andati 70 capi con un fil rouge molto evidente (o "fil noir" come dice lo stilista), il velluto nero. Una collezione, che "non può prescindere dal colore nero perché dopo tutta questa euforia di colori e fiera delle vanità, avevo voglia di fare pulizia. Di segnare un punto e andare a capo. E il modo migliore era trovare un elemento che me lo permettesse", il velluto nero, appunto. (Foto)

D'altro canto, ricorda, "il velluto è qualcosa che nelle mie collezioni c'è sempre stato, capace di annullare la violenza di un colore". Un tessuto principe, dunque, che lo stilista affronta in questa collezione "come una sfida". Per le proposte da giorno lo interrompe "con altri tessuti". E sceglie "capi tipici di Armani come le giacche icona".

"Non è stato facile", confessa. "Questa collezione l'ho vista sette volte in pedana. ma credo che il mio messaggio sia arrivato e cioè 'no' alla ricerca spasmodica di forme, ma giacche più corte o più lunghe, segnate in vita o blouson da uomo. Semplicemente. Da lì siamo arrivati agli abiti da sera e anche a un nude look".

Pennellate di colore ricordano gli anemoni di Matisse e accendono le superfici. "Prima di iniziare sfilata ho aggiunto sei o sette completo tipici Armani, giacca e pantalone con il mio classico colore. Ho fatto bene". Le pettinature (corte e un po arruffate) ricordano "donne bohémienne, intellettuali che si mettono sempre le mani nei capelli e non vogliono essere 'a postino'".

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