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Nordcorea: investigatori sicuri, Pyongyang dietro attacco hacker alla Sony

04 dicembre 2014 | 14.55
LETTURA: 3 minuti

Una rappresaglia per il film 'The Interview', sgradito al leader Kim Jong Un. Il regime di Pyongyang aveva minacciato azioni "dure" e "spietate". I pirati informatici hanno messo in ginocchio i sistemi del gigante di Hollywood

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Un'immagine dal trailer di 'The Interview'

Gli investigatori ne sono sempre più convinti. Dietro l' attacco degli hacker che la scorsa settimana ha messo in ginocchio la Sony Picture Entertainment ci sarebbe la Corea del Nord. I pirati informatici avrebbero agito per vendicarsi dell'imminente uscita di 'The Interview', la nuova commedia della Sony che ruota attorno ad un immaginario complotto della Cia per assassinare il leader nordcoreano Kim Jong Un, hanno riferito al Washington Post fonti a conoscenza dell'indagine in corso.

Il trailer del film con James Franco avrebbe fatto infuriare il dittatore nordcoreano in persona. Del resto, il regime di Pyongyang si era ripetutamente lamentato sia con gli Stati Uniti che alle Nazioni Unite della pellicola, la cui uscita nei cinema è prevista per Natale, minacciando "rappresaglie dure e spietate". Martedì, un portavoce del governo nordcoreano, riportava la Bbc, si era rifiutato di commentare la notizia dell'attacco , limitandosi ad un laconico "aspettate e vedrete".

L'attacco, iniziato poco prima del Giorno del Ringraziamento, ha costretto il personale della Sony a spegnere i computer e lavorare con carta e penna, provocando gravi danni al gigante di Hollywood. Gli hacker hanno cancellato i files dagli hard disc dei pc aziendali, diffuso su Internet i dati personali di migliaia di dipendenti e prelevato dagli archivi e diffuso sul web le copie di numerosi film di prossima uscita.

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