L’evento alla sede di "Esperienza Europa - David Sassoli" a Roma
L'Ue rappresenta, insieme ai suoi 27 Stati membri, il maggiore fornitore di sostegno finanziario, economico, militare e umanitario all'Ucraina. Dall'inizio della guerra di aggressione della Russia, sono quasi 195 i miliardi di euro forniti a sostegno del Paese e della sua popolazione. Un’assistenza che comprende circa 104 miliardi di euro in sostegno finanziario, economico e umanitario; quasi 70 miliardi di euro in sostegno militare; 17 miliardi di euro in sostegno ai rifugiati all'interno dell'Ue e quasi 4 miliardi di euro in proventi derivanti da beni russi bloccati.
Se ne è parlato all’evento “L’Ucraina e la difesa dell’Europa”, nella sede di "Esperienza Europa - David Sassoli" a Roma, è Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. Corazza ha spiegato che, a distanza di quattro anni, l’Europa ha saputo dimostrare il proprio impegno nei confronti del Paese invaso dalla Russia e che oggi “il nostro sostegno all’Ucraina è altrettanto forte come il primo giorno”. Tutte le istituzioni europee e gli Stati membri hanno dimostrato di avere a cuore la resistenza della popolazione invasa dal presidente russo Vladimir Putin e che finanziamenti “economici e militari” e la “direttiva sulla protezione temporanea”, hanno aiutato oltre 7 milioni di ucraini. Purtroppo, però, ha sottolineato Corazza, “il 20esimo pacchetto di sanzioni alla Russia è bloccato da un solo Paese”: l’Ungheria.
Se da un lato c’è chi guarda alla Russia ancora come un bacino da cui attingere fonti energetiche, libertà e indipendenza sono i valori che accomunano l’Unione europea e l’Ucraina invasa, e un percorso di adesione di Kiev al blocco dei 27 Stati membri diventa sempre più urgente. Una “guerra ibrida e cognitiva – ha spiegato Corazza -, pone l’Europa dinanzi a un progetto di pace che ha il dovere di difendere i propri cittadini. Per continuare a difendere l’Ucraina dobbiamo investire sulla difesa dei nostri cittadini. Noi oggi non saremmo in grado di resistere a una guerra di droni senza l’esperienza e l’aiuto dell’Ucraina stessa”.
“Il popolo ucraino non è stanco, ma combatte ancora per la propria libertà”, ha affermato Claudio Casini, direttore della Rappresentanza della Commissione europea in Italia,
nell’ambito dell’evento “L’Ucraina e la difesa dell’Europa”, nella sede di "Esperienza Europa - David Sassoli”. Casini si è detto “impressionato dai volti di molti uomini, donne e bambini su cui si leggeva l’angoscia per questa guerra che va avanti da troppo tempo” quando ha preso parte alla manifestazione per la pace in Ucraina a Roma. “Da quattro anni – ha aggiunto - gli Stati membri esprimono sostegno continuo per garantire sovranità, indipendenza, economia e difesa”. I 195 miliardi di euro investiti per la sicurezza del Paese invaso, “pari alla somma del Pnrr in Italia, si sommano al coraggio e al sacrificio del popolo ucraino che sta permettendo che il conflitto continui” senza una resa. Quei 7 milioni di ucraini che hanno ricevuto accoglienza in Europa, “hanno diritto di soggiorno, assistenza sanitaria e sociale, i figli possono andare a scuola. Una sola cosa è certa: noi saremo sempre a fianco dell’Ucraina. Assicureremo il nostro supporto. La guerra di aggressione in Ucraina molti la considerano locale, ma è cruciale per il futuro dell’Ue. Non ci potrà essere sicurezza in Europa senza salvare l’Ucraina”.