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Caso Orlandi, ossa al microscopio

27 luglio 2019 | 10.40
LETTURA: 2 minuti

L'analisi dei reperti proseguirà domani al cimitero teutonico

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(Afp)

L'analisi delle migliaia di reperti ossei potrebbe concorrere a far luce sulla sparizione di Emanuela Orlandi. La 15enne cittadina vaticana scomparsa in circostanze mai chiarite il 22 giugno 1983, secondo quanto scritto due giorni fa da Ali Agca, l'ex lupo grigio condannato per l’attentato a Giovanni Paolo II, in una lettera alla stampa internazionale, "è viva e sta bene da 36 anni. Non fu mai sequestrata nel senso classico del termine, ma fu vittima di un intrigo internazionale". I due ossari erano stati aperti sabato scorso. L'ulteriore indagine era stata avviata dopo l'apertura, l'11 luglio scorso, delle tombe delle due principesse Sophie von Hohenlohe, morta nel 1836, Carlotta Federica di Mecklemburgo, morta nel 1840, che erano state trovate vuote.


Si sono concluse, intanto, per la giornata di oggi le operazioni al cimitero teutonico in Vaticano, nell'ambito delle incombenze istruttorie del caso Orlandi. L'analisi dei reperti, proseguirà alle 9 di domani. Lo staff, guidato da Giovanni Arcudi alla presenza del perito di fiducia nominato dalla famiglia Orlandi, "ha svolto l'analisi morfologica di una parte dei reperti ritrovati negli ossari", riferisce una nota del Vaticano.

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