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'Chi educa una bambina, educa un popolo', al via campagna sociale

26 ottobre 2017 | 10.29
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La sociologa Giorgia Butera

Mete onlus e Fiori d'acciaio insieme per avviare la campagna sociale “Chi Educa una Bambina, Educa un Popolo”. L'Associazione Mete onlus, presieduta da Giorgia Butera, sostiene il Diritto all’Istruzione e "desidera contribuire all’Alfabetizzazione Sociale". "Istruzione ed alfabetizzazione sono diritti inviolabili dell’Umanità, negarli significa negare la Vita", dice Butera. "L’istruzione è strumento di sviluppo sostenibile, di riduzione della povertà e delle disparità, di miglioramento della qualità della Vita dell’individuo e delle comunità. Di promozione per una partecipazione attiva e consapevole alla vita della società", spiega Giorgia Butera.

Ed è per queste ragioni che Mete Onlus di intesa con “Fiori di Acciaio”, presieduta da Marcella Cannariato Dragotto, rinnova anche per quest’anno gli incontri nelle scuole del territorio siciliano, dove saranno affrontate tematiche, quali: “Educazione Sentimentale, Discriminazione, Smartworking, Accoglienza, Parola, Identità Digitale, Sport, Affettività, Diritti Umani, Sex Digital. "Il nostro agire è rivolto, anche, alla prevenzione, condizione determinante perché si possa intervenire sia in una logica di difesa da abusi sessuali ed emotivi in atto sia per rafforzare l’educazione al rischio da situazioni di pericolo", dice.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Unesco (l’organizzazione dell’Onu che tutela l’istruzione, la scienza e la cultura) afferma che "nel mondo ci sono ancora 63 milioni di bambini e bambine a cui non viene data un’istruzione, vale a dire uno su dieci. Se il livello di aiuti e interventi non cambierà, questo diritto sarà garantito a tutti solo nel 2086, cioè tra settant’anni", ha dichiarato Giorgia Butera, esponente “Fiori di Acciaio”. Che al 34esimo Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (Ginevra) ha sottolineato: “Una Bambina Istruita sarà una Donna Libera nel suo Futuro”.

Già due anni fa, in occasione della giornata dedicata al tema delle spose bambine organizzata da Onu Italia, la sociologa Giorgia Butera, con la collaborazione delle professioniste Alessandra Lucca, Valentina Polini e Federica Simeoli realizzò un manifesto per sottolineare che l’Italia è dalla parte delle spose bambine. Vittime di una violazione dei diritti umani che ne limita l’istruzione e causa loro danni fisici e mentali, le spose bambine sono una priorità dell’agenda italiana all’Onu.

I matrimoni precoci e spesso forzati sono diffusi nei paesi in via di sviluppo, dove una bambina ogni tre si sposa prima dei 18 anni ed una su nove è costretta a sposarsi addirittura prima dei 15. Se la tendenza attuale proseguirà, entro il 2020, 142 milioni di bambine si sposeranno prima di aver compiuto 18 anni.

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