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Commercio, città a rischio desertificazione: ora rigenerazione urbana

06 aprile 2016 | 15.56
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(Foto Fotogramma)

Oltre 40 città italiane, grandi e piccole, da L'Aquila a Catanzaro, da Chioggia a Torino, da Ventimiglia a Palermo, stanno sperimentando la cosiddetta rigenerazione urbana per scongiurare il rischio di una desertificazione. E' quanto emerge dalla Giornata nazionale Confcommercio-Anci, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, il viceministro all'Economia Enrico Zanetti e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi. Una giornata nata per fare il punto sull'avvio della sperimentazione, ad un anno dal protocollo d'intesa firmato da Carlo Sangalli e Piero Fassino, per arginare questo fenomeno diffuso in molti centri urbani che stanno perdendo, a poco a poco, il loro ruolo attrattivo sia sotto il profilo residenziale che dell'offerta merceologica e dei servizi con conseguente indebolimento dell'offerta turistica e dell'indotto.

"C'è un concreto rischio di desertificazione commerciale dei centri storici che va assolutamente scongiurato per non creare disagi ai residenti e per rivitalizzare queste aree creando una maggiore coesione economica e sociale" ha avvertito Sangalli segnalando come "ogni vetrina che si spegne è un pezzo di città che muore e un argine all'incuria e all'imbarbarimento sociale che si indebolisce".

Secondo il presidente di Confcommercio dunque "il primo passo da fare è certamente quello di migliorare i processi di pianificazione urbanistica e di governo delle città. Utilizzando anche la leva tributaria tramite, ad esempio, l'introduzione della cedolare secca sulle locazioni commerciali e il riconoscimento di un regime fiscale di vantaggio temporaneo per gli imprenditori che aprono attività commerciali in zone degradate delle città o nei centri storici laddove mancano".

Richieste, quelle di Confcommercio, in parte accolte dal governo, attraverso il viceministro Zanetti che a proposito della fiscalità di vantaggio, come "strumento importante" da utilizzare, ha parlato di "sistemi di agevolazioni fiscali per chi svolge attività commerciali in aree disagiate e dunque fuori mercato", dimostrando meno interesse verso lo strumento della cedolare secca in quanto "più indiretta".

Quanto all'Agenda urbana europea, di prossima attuazione, Sangalli ha rimarcato la necessità di "progettare in modo appropriato per spendere di più e meglio i fondi strutturali a disposizione", un concetto ampiamente condiviso dal sottosegretario Gozi che vede nel Piano Junker (smart city, infrastrutture e trasporti) "una prima risposta". Ma non solo, per essere "negoziatori più consapevoli ed efficienti a Bruxelles, ha detto, "vogliamo dialogare con realtà come le vostre" rivolgendosi sia all'associazione dei Comuni che a quella dei commercianti.

Dal canto il vicepresidente dell'Anci, Umberto Di Primio, ha parlato di "partnership istituzionale per progetti concreti e vicini ai cittadini" a proposito di sperimentazione per la rigenerazione urbana nelle aree degradate. "Ci aspettiamo ottimi risultati con la Confcommercio" ha detto a margine dell'iniziativa.

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