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Coronavirus, domiciliari per detenuti con pene fino a 18 mesi

16 marzo 2020 | 22.11
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Come già previsto dalla normativa vigente, ma con una procedura semplificata, secondo le misure contenute nel decreto approvato in Cdm

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Fino al 30 giugno 2020, potrà essere ottenuta la detenzione domiciliare dai detenuti che devono scontare una pena, o residuo di pena, fino a 18 mesi, come già previsto dalla normativa vigente, ma con una procedura semplificata. E' quanto spiega una nota del ministero della Giustizia, illustrando le misure contenute nel decreto approvato oggi in Consiglio dei ministri.

Per i detenuti che devono scontare una pena da 7 a 18 mesi è previsto il ricorso ai braccialetti elettronici o altri strumenti tecnici. I braccialetti elettronici, spiega il ministero, saranno resi disponibili secondo un programma di distribuzione adottato dal capo dell’amministrazione penitenziaria, d’intesa con il capo del dipartimento di pubblica sicurezza, tenuto conto della capienza dei singoli istituti, del numero dei detenuti ristretti, nonché delle concrete emergenze sanitarie rappresentate dalle autorità competenti.

I reati particolarmente gravi, come ad esempio quelli richiamati dall'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario, i maltrattamenti in famiglia o lo stalking, sono esclusi dalla norma che prevede l'accesso alla detenzione domiciliare per i detenuti che devono scontare una pena fino a 18 mesi. Esclusi anche i detenuti che hanno partecipato alle rivolte dei giorni scorsi in molte carceri italiane.

“La Lega è assolutamente contraria a qualsiasi sconto di pena, amnistia, indulto o uscita dal carcere anticipata - commenta il leader della Lega Matteo Salvini - La certezza della pena è fondamentale, soprattutto dopo le rivolte nelle carceri che hanno causato morti, feriti ed evasioni. Il nostro pensiero va agli agenti della Penitenziaria, troppo spesso dimenticati e trattati peggio dei detenuti”.

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