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Crisi: iBarter, tra pmi baratto online cresce del 50% anno

27 gennaio 2015 | 17.24
LETTURA: 5 minuti

Il portale promuove lo scambio di merci e servizi, senza spendere un euro, attraverso la moneta complementare dell’iBcredits sopperendo la richiesta di liquidità delle aziende e creando una rete di interscambio che favorisce l’acquisizione di nuovi clienti e l’aumento del fatturato.

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Lo scambio di beni e servizi tra imprese e privati viaggia su internet e prende sempre più piede in Italia. La prima piattaforma italiana per il baratto multilaterale online, iBarter, infatti, cresce del 50% all'anno ampliando il numero di imprese e allargando l'offerta. Tanto che il circuito iBarter conta nel 2015 di superare le mille aziende con una controvalore di scambi superiore ai 3 milioni di euro.

Il circuito è nato dall’intuizione di un gruppo di manager e professionisti nel 2010 per diventare operativa l’anno successivo con sede a Torino ma operativo su tutto il territorio nazionale.

Il portale (www.ibarter.com) promuove lo scambio di merci e servizi, senza spendere un euro, attraverso la moneta complementare dell’iBcredits sopperendo la richiesta di liquidità delle aziende e creando una rete di interscambio che favorisce l’acquisizione di nuovi clienti e l’aumento del fatturato. Ma come funziona il circuito iBarter? Per ciascuna azienda che aderisce al sistema viene aperto un conto in crediti (iBcredit), come fosse un classico conto corrente bancario. Ogni azienda ottiene un fido commerciale, ovvero una disponibilità ad andare in negativo sul proprio conto in crediti per acquistare ancor prima di aver venduto i propri prodotti o servizi.

pagamento in crediti riduce rischio insolvenza

Ogni azienda propone i propri prodotti o servizi sia mettendosi in contatto con altre aziende e presentando direttamente proposte. A ogni vendita o acquisto, il pagamento verrà effettuato in iBcredits, accreditati o addebitati sul proprio conto. L’unità di misura, ovvero la moneta complementare di iBarter, per semplicità nelle transazioni è equiparata all’euro: 1 iBcredit = 1 euro.

Al momento dell’iscrizione, viene chiesta una fee di ingresso al circuito. "Non attingendo alla liquidità aziendale e al credito bancario, - sostiene Massimo Cirio, area marketing iBarter e tra i fondatori del circuito - questo sistema permette non solamente di avere dei vantaggi finanziari, ma anche di essere un utile canale complementare di marketing. Oltre al fatto che le aziende si trovano a pagare - in parte o totalmente - con i loro prodotti o servizi".

"Il pagamento in crediti fornisce maggiori garanzie, riducendo il rischio di insolvenza perché è iBarter che autorizza la transazione e trasferisce gli iBcredits da un cliente a un altro e il credito della vendita è immediatamente disponibile per essere speso presso altre aziende" conclude Cirio. "Il baratto è una forma di scambio antichissima. Il baratto tra imprese è invece una realtà relativamente giovane in Italia", spiega Marco Gschwentner, area strategie di sviluppo iBarter e tra i fondatori del circuito.

scambio avviene in assoluta libertà, le aziende trattano tra di loro

"Viene stimato che solamente negli Stati Uniti siano circa 400mila le imprese che si appoggiano ad un sistema di barteraggio, sviluppando un controvalore pari a oltre 12 miliardi di dollari" sottolineano da iBarter. "Davanti ad una crisi che ha acuito i problemi di liquidità ed evidenziato la necessità di trovare nuovi clienti, il baratto rappresenta una possibile risposta- spiega Gschwentner - innanzitutto perché non costringe le imprese a mettere mano al portafoglio, ma queste possono utilizzare come merce di scambio i propri prodotti/servizi per l’acquisto dei beni di cui hanno bisogno. In secondo luogo, le aziende si ritrovano su un’unica piattaforma che ha il preciso scopo di creare una rete dedicata allo scambio, permettendo di trovare nuovi fornitori e nuovi clienti".

Così ad esempio un albergo che rinnova il parco televisori in dotazione, paga i nuovi tv con un numero di stanze messe a disposizione; ma anche l’elettricista si avvale di una consulenza specialista marketing e mette sulla piattaforma un impianto antifurto che può essere acquistato da un’azienda terza. "Lo scambio avviene in assoluta libertà: le aziende trattano tra di loro secondo le regole del mercato - aggiunge Massimo Cirio - e beni e servizi possono essere messi in vendita totalmente in crediti oppure ripartiti in crediti ed euro".

Le imprese e che aderiscono a iBarter sono per la maggior parte, il 90%, di piccole e medie dimensioni, con un fatturato che non supera i 10 milioni di euro. Le categorie merceologiche sono varie: si spazia dalla chimica alla meccanica all’arredamento, passando dai servizi alle assicurazioni. Non mancano settori come l’alimentare, l’informatica, la stampa, le energie alternative, l’oggettistica da regalo e il tempo libero.

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