Autismo, al Bioparco di Roma un progetto del Campus Bio-Medico per rendere gli spazi più inclusivi

In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, il Policlinico Campus Bio-Medico porta famiglie e specialisti al Bioparco

Autismo, al Bioparco di Roma un progetto del Campus Bio-Medico per rendere gli spazi più inclusivi
02 aprile 2026 | 17.19
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Promuovere consapevolezza sulla neurodivergenza, facilitare i percorsi diagnostici e ripensare gli spazi per renderli più inclusivi. Sono questi gli obiettivi dell’iniziativa “Neurodivergenza & Inclusione – Arricchire l’ambiente per accogliere”, organizzata dalla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico al Bioparco di Roma in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo.

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L’evento, patrocinato dalla Società Italiana di Pediatria e dall’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma, ha coinvolto oltre venti famiglie con bambini e adolescenti tra i 6 e i 18 anni.

Un’esperienza pensata per ridurre il sovraccarico sensoriale

La mattinata si è articolata in una visita guidata del Bioparco progettata per limitare il sovraccarico sensoriale e favorire l’interazione in un ambiente naturale. Il contatto con gli animali e la dimensione immersiva del giardino zoologico hanno contribuito a creare un contesto più disteso, capace di stimolare curiosità e partecipazione.

“Come Policlinico Universitario sentiamo forte la responsabilità di promuovere una cultura dell’accoglienza che coinvolga tutta la comunità, nessuno escluso”, ha dichiarato il presidente Carlo Tosti, sottolineando il ruolo dell’ospedale anche fuori dalle mura sanitarie.

Inclusione oltre la dimensione clinica

Per l’amministratore delegato e direttore generale Paolo Sormani, iniziative come questa rappresentano un modo concreto per affiancare le famiglie nella vita quotidiana: “Inclusione significa costruire ambienti capaci di ridurre le barriere, visibili e invisibili”.

Un concetto ribadito anche dal direttore della Pediatria Pietro Ferrara, che ha evidenziato l’importanza del confronto diretto con i genitori per orientare diagnosi e terapie, ma anche per intervenire sugli ambienti in cui i ragazzi crescono.

Dalla consapevolezza alla progettazione degli spazi

Secondo la neuropsichiatra infantile Paola Binetti, la conoscenza della neurodivergenza è un passaggio cruciale per costruire comunità più inclusive, superando l’idea dell’autismo come sola patologia e guardando al percorso di vita nel suo insieme.

Sulla stessa linea Melania Martucci, neuropsichiatra infantile del Policlinico: rendere gli ambienti più prevedibili, strutturati e con minore carico sensoriale favorisce la partecipazione e migliora la qualità della vita.

Il confronto con le famiglie e il ruolo delle associazioni

L’iniziativa si è conclusa con un momento di dialogo tra specialisti, famiglie e associazioni, tra cui ANGSA Lazio, ScopriAMO l’autismo e Gruppo Asperger APS. Un confronto che ha ribadito l’importanza di un approccio integrato, capace di coinvolgere contesti domestici, scolastici e sociali.

Il Servizio di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico registra un aumento costante delle richieste: oltre 20 prime visite a settimana per disturbi dello spettro autistico e ADHD. Un dato che rafforza la necessità di percorsi diagnostici tempestivi e accessibili e di un impegno più ampio per costruire ambienti realmente inclusivi.

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