Prato, spari al pronto soccorso: ferito fuggitivo. Agente indagato per tentato omicidio

Il 22enne marocchino era stato notato mentre cercava di lanciare nel carcere cinque plichi insieme a due complici: dentro c'erano 600 grammi di hashish e due telefoni. Nella tentata fuga era caduto ed era stato portato all'ospedale, dove avrebbe cercato di nuovo di scappare

Pronto soccorso, repertorio - Fotogramma
Pronto soccorso, repertorio - Fotogramma
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17 agosto 2026 | 18.02
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È indagato per tentato omicidio l'agente di polizia penitenziaria che, nel pomeriggio di domenica 16 agosto, ha esploso tre colpi di pistola nel pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato, ferendo a una gamba un 22enne marocchino che stava tentando di fuggire. L'episodio è avvenuto poco dopo le 16.30, nella zona del pronto soccorso, compresa tra la cosiddetta 'camera calda', lo spazio coperto destinato all'arrivo delle ambulanze, e la sala di decontaminazione vicino al triage.

Lanci di plichi con hashish e telefoni cellulari

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio: l'ennesimo episodio, legato alla sicurezza dentro e intorno al carcere della Dogaia. Secondo il procuratore di Prato Luca Tescaroli all'esterno del carcere non c'era un solo uomo, impegnato nel lancio dei plichi, ma tre: due complici e il 22enne marocchino. Quest'ultimo, dopo aver tentato di far cadere dentro al carcere i plichi per cinque volte, è caduto nel tentativo di scappare ed è stato trasportato al Santo Stefano. Nei plichi c'erano 600 grammi di hashish e due telefoni cellulari. I tre sono stati arrestati. In manette è finito anche un quarto complice che, già detenuto, avrebbe recuperato i plichi caduti oltre il muro nel cortile della struttura.

La ricostruzione degli investigatori descrive un sistema organizzato: c'erano la persona, incaricata del lancio dall'esterno e il detenuto pronto a recuperare il materiale una volta superato il muro di cinta.

Cosa mostrano i filmati

È al Santo Stefano, che si è verificato il secondo episodio, quello che ha portato all’iscrizione dell'agente nel registro degli indagati. Secondo la Procura, sulla base dei filmati acquisiti, i tre colpi sono stati esplosi contro il ragazzo, mentre tentava di allontanarsi.

Sarà l’inchiesta, spiegano dalla Procura, a stabilire perché l'agente abbia deciso di utilizzare l'arma da fuoco, quale fosse la distanza tra il poliziotto e il giovane, la successione esatta dei tre spari e se, in quelle circostanze, ricorressero i presupposti per l'uso dell'arma. L'iscrizione per tentato omicidio rappresenta, naturalmente, un atto d'indagine e non equivale a un'affermazione di responsabilità, fanno sapere dalla Procura.

Gli spari hanno tuttavia provocato momenti di paura nel pronto soccorso. Nessun'altra persona, tra pazienti, accompagnatori e personale sanitario, è rimasta colpita dai proiettili. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia e personale della vigilanza privata.

Procuratore Tescaroli: "Continua l'ondata di violenze nel carcere La Dogaia"

Intanto il procuratore Luca Tescaroli denuncia che "continua l'ondata di violenze" nel carcere La Dogaia di Prato, dove un detenuto magrebino, Merghni Montassar, è stato aggredito con armi bianche. La Procura riferisce che l’uomo è stato portato ieri sera in ospedale con ferite plurime al torace e alla nuca.

La diagnosi parla anche di enfisema sottocutaneo esteso e di un minimo scollamento pleurico, senza evidenza di pneumotorace. La prognosi è di venti giorni.

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