Abusi sessuali e riduzione in schiavitù, scoperta pseudo setta a Torino: arrestato 59enne

l’uomo, promuovendo corsi di yoga, meditazione e difesa personale, avrebbe avvicinato persone con vulnerabilità ospitandole all’interno di una comunità residenziale da lui gestita dove si sarebbero consumate le violenza

Sulla destra Bruno Antonio Malatesta
Sulla destra Bruno Antonio Malatesta
01 ottobre 2026 | 09.45
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Dalle prime ore di oggi i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cinquantanovenne ritenuto responsabile dei reati di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Secondo quanto emerso dalle indagini, condotte dal Nucleo Investigativo di Torino sotto il coordinamento della Procura, l’uomo, il cui nome è Bruno Antonio Malatesta, promuovendo corsi di yoga, meditazione e difesa personale, avrebbe avvicinato persone con vulnerabilità ospitandole all’interno di una comunità residenziale da lui gestita dove si sarebbero consumate violenze fisiche, psicologiche e abusi sessuali. Ma ci sarebbero anche altri indagati nell’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, sotto il coordinamento della procura del capoluogo torinese diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, avviata nel marzo del 2024 e tutt’ora in corso. A farla scattare, sarebbero state alcune denunce e querele presentate negli anni precedenti da persone offese, fin dal 2017, molte delle quali, però, successivamente ritirate.

Il 59enne, principale indagato, con il ruolo di ‘Maestro’ avrebbe esercitato un controllo totale sulle adepte mediante manipolazione psicologica, proponendo loro terapie sciamaniche o rituali in grado di alleviare le sofferenze o, addirittura, guarirle.

Dagli accertamenti e’ emerso che l’uomo, autoproclamatosi ‘il prescelto’, poiché in contatto con la ‘Madre Divina’, dopo aver avviato una comunità residenziale nella bassa Val di Susa, avrebbe ospitato principalmente donne da lui definite ‘monache’ o ‘adepte’ che avrebbe costretto a fare voto di obbedienza e povertà e a versare in suo favore tutti i loro averi. A loro, poi, sarebbe stato chiesto anche voto di castità nei rapporti con mariti e compagni ma non con il ‘maestro’. Chi non assolveva il compito, secondo quanto documentato dagli investigatori sarebbe stato sottoposto a punizioni di varia natura, da quelle corporali all’obbligo di dormire a terra, al divieto di lavarsi per diversi giorni.

Le vittime sarebbero state scelte oculatamente, dato spesso sono risultate affette da problematiche o malattie e per tale motivo più manipolabili anche dagli stessi collaboratori del ‘Maestro’ due donne e un uomo, tutti e tre denunciati. Secondo quanto emerso, le due collaboratrici, una con il ruolo di ‘Maestra’ e l’altra psicologa professionista il cui effettivo ruolo è attualmente oggetto di approfondimento investigativo, avrebbero gestito la ‘setta’ sul piano logistico mentre il collaboratore ‘Monaco’ e massoterapista, avrebbe eseguito ‘terapie sessuali’ a pagamento solo su clienti di sesso femminile, sfruttandone i momenti di lutto o fragilità.

Il ‘Maestro’ destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere eseguito questa mattina dai carabinieri perché ritenuto, tra l’altro, responsabile di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata, secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Comando Provinciale di Torino, avrebbe abusato sessualmente anche di vittime minorenni, sottoponendole a reiterati atti di violenza sessuale facendole passare come presunte ‘terapie purificatrici’ Tra i capi d’imputazione a carico del cinquantanovenne, infine, vi è anche la truffa aggravata ai danni dello Stato. L’uomo avrebbe infatti simulato la propria inabilità a deambulare, inducendo cosi’ in errore la commissione medica dell’Inps e percependo indebitamente oltre 80.000 euro a titolo di pensione di invalidità.

Nessuna dichiarazione dai due avvocati dell’uomo, entrambe del foro di Roma. “Non possiamo rispondere in merito a nessuna domanda non abbiamo dichiarazioni da fare in nessun senso”, hanno risposto interpellate telefonicamente.

Energie positive e guarigioni, le promesse del 'maestro' agli adepti

L’acquisto prima di cristalli terapeutici per circa 10.000 euro e successivamente di un quadro da lui dipinto per 150mila euro con elevato potere energetico per proteggere da malattie e disgrazie. È quello a cui sarebbe stata costretta a fare una famiglia dal 59enne.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, il 59enne avrebbe avvicinato la donna, che si trovava in un momento di particolare sofferenza, dovuta alla diagnosi di sclerosi multipla, durante un corso di yoga promettendole la guarigione se avesse seguito le sue direttive. In caso contrario, un aggravamento della malattia e la trasmissione della patologia anche alle figlie. La donna quindi si sarebbe inizialmente sottoposta a terapie vibrazionali poi insieme al marito avrebbe ricevuto indicazioni su ogni aspetto della vita quotidiana e quindi sarebbe stata indotta a separarsi al fine di isolarla e farsi consegnare il denaro che l’uomo le versava per il mantenimento delle figlie. L’avrebbe poi indotta a prendere i voti da monaca di castità, povertà e obbedienza, umiliata e punita in più occasioni, percossa, e costretta a prestazioni lavorative e sessuali.

Un’altra vittima, minorenne all’epoca dei fatti e in condizioni di vulnerabilità, sarebbe stata indotta fin da bambina a partecipare a un corso di yoga, poi negli anni successivi a un corso di tantra, le avrebbe, inoltre, sconsigliato di frequentare i familiari perché persone con energie negative, poi l’avrebbe costretta a prendere i voti, a rasarsi i capelli, imposto scelte scolastiche, vietato visite mediche facendola anche assistere a punizioni ai danni di altre monache, oltre a costringerla a prestazioni lavorative e sessuali.

Tra le vittime, secondo quanto accertato dagli inquirenti, anche una donna in crisi per la separazione dal marito a cui avrebbe proposto l’acquisto di un quadro al prezzo di 10.000 euro per salvare dalla morte il figlio minorenne, tanto da costringerla alla vendita di un immobile per avere la disponibilità finanziaria. La donna inoltre sarebbe stata poi costretta all’acquisto di un successivo quadro salvavita per 40mila euro, in parte pagato a rate oltreché a prestazioni sessuali.

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