Biennale Arte, lettera a Buttafuoco con elenco artisti Russia in carcere: "Il dissenso non si riduca a cocktail a porte chiuse"

Accademici, attivisti e artisti italiani e russi scrivono al presidente della Fondazione: "Il dialogo non può essere messo in scena con una performance superficiale mentre coloro che pagano il prezzo reale del dissenso sono esclusi e ignorati"

Andrei Akuzin è morto nel carcere in cui era detenuto in attesa di processo lo scorso 8 aprile all'età di 53 anni.Ufficialmente per suicidio
Andrei Akuzin è morto nel carcere in cui era detenuto in attesa di processo lo scorso 8 aprile all'età di 53 anni.Ufficialmente per suicidio
02 maggio 2026 | 14.51
LETTURA: 6 minuti

Lettera aperta al Presidente della Fondazione Biennale Pietrangelo Buttafuoco con l'elenco degli artisti detenuti o morti in carcere in Russia, con la richiesta di non ridurre il dissenso a un cocktail, di non "continuare a ridurre il dialogo a una performance superficiale", come lo si accusa di voler fare con l'iniziativa 'Il dissenso e la pace' organizzata in risposta alle critiche per il ritorno della Russia all'Esposizione d'arte internazionale, in programma a Venezia dal 9 maggio al 22 novembre. Iniziativa che prevede, fra gli altri, un intervento del regista Aleksandr Sokurov. A firmare la lettera sono accademici, attivisti e artisti italiani e russi, fra cui Nadia Tolokonnikova, fra le fondatrici delle Pussy Riot ed ex detenuta politica, il film maker premio Oscar con 'Mr Nobody Against Putin' Pavel Talankin, la Presidente di 'Memorial Italia' Giulia De Florio, il vice presidente dell'organizzazione, Andrea Gullotta, la traduttrice e scrittrice Elena Kostyoukovitch e l'artista e attivista Katia Margolis.

CTA

"La sollecitiamo ad aprire questa iniziativa a coloro che sono realmente perseguiti per il loro dissenso e a onorare il lascito del 1977 (l'anno in cui si era tenuta la Biennale del Dissenso, ndr) come spazio di confronto, non della sua simulazione. Lei ha spesso insistito nel dire che la Biennale deve essere aperta a tutte le voci. Le chiediamo di essere coerente con le sue dichiarazioni. 'Il dissenso e la pace' onori e dia voce al dissenso reale non al suo simulacro", si chiede nella lettera in cui viene presentato l'elenco dei 26 artisti, scrittori, musicisti e performer russi attualmente detenuti per aver espresso posizioni contro la guerra e dissidenti, e i nomi dei cinque artisti morti in carcere negli ultimi anni. "Il prezzo del dissenso viene pagato, proprio in questo momento, nelle prigioni, in esi. lio, nelle tombe. Sono voci che una Biennale del dissenso deve rendere vibili".

"Le scriviamo in risposta all'annuncio dell'iniziativa 'Il dissenso e la pace'", un ciclo di tre incontri a Ca' Giustinian (sede della Biennale a Venezia, ndr) dedicato al dissenso e alla pace nei giorni dell'inaugurazione dell'Esposizione internazionale d'arte. Nel momento in cui la notizia del Padiglione della Russia è stata accolta da una decisa opposizione da parte della comunità internazionale e di artisti e dissidenti russi, il ministro della Cultura invia i suoi ispettori e l'Unione europea revoca i suoi finanziamenti, e perfino la Giuria internazionale ha annunciato le sue dimissioni, una Biennale, che sostiene di voler il dialogo, non può continuare a ridurlo a una performance superficiale". "Non può diventare un'altra copertura ancora, un evento messo in scena in cui il dissenso è presentato a porte chiuse, solo a inviti (come lo sono le tre conferenze organizzate dalla Biennale, ndr), mentre coloro che ne pagano il prezzo reale sono tenuti fuori e ignorati".

' La critica tollerata non è dissenso. E la distinzione non è astratta. Gli artisti in Russia sono perseguiti e incarcerati'

"Quasi mezzo secolo dopo la Biennale del Dissenso del 1977, una iniziativa aperta e di confronto, sarebbe più che una ironia - sarebbe un rovesciamento - se il dissenso dovesse tornare come uno spettacolo: voci controllate, conversazioni cortesi, cocktail a Ca' Giustinian e la confortevole presenza di coloro che molti, non senza ragione, chiamerebbero dissidenti sotto controllo", si denuncia.

"La scelta di Aleksandr Sokurov per l'incontro inaugurale il 6 maggio come voce del dissenso emblematica per l'incontro inaugurale, rappresenta bene il problema. Non stiamo parlando di una persona. Ma di un principio: il dissenso può essere rappresentato da coloro che operano in modo sicuro fra sistemi di potere e il prestigio internazionale, mentre altri sono detenuti, torturati o uccisi?". "Non è una questione di merito artistico, ma di verità. La critica tollerata non è dissenso. E la distinzione non è astratta. Gli artisti in Russia sono perseguiti e incarcerati. I dissidenti in esilio in Europa si trovano ad affrontare intimidazioni e repressione transnazionale. Gli inquirenti continuano a denunciare strutture organizzate di abusi e violenza mirata contro gli oppositori del regime. In questo contesto, estetizzare il dissenso significa ignorare il suo significato reale", denunciano i firmatari della lettera.

E ancora: "Se 'Il dissenso e la pace' vuole essere considerata seriamente, deve includere coloro per cui il dissenso non è una postura ma una condizione di vita, vale a dire, rappresentanti di artisti contro la guerra detenuti e detenuti politici, movimenti di resistenza queer e femministe perseguite, rappresentanti dei popoli colonizzati dal governo imperiale russo, artisti dissidenti in esilio che non possono tornare a casa. E anche artisti e operatori culturali ucraini che parlano dalla realtà della distruzione e della perdita, e che commemorano i colleghi uccisi dai russi. Altrimenti, 'Il dissenso e la pace' non sarà, neanche a livello formale, una occasione di presa di coscienza e dialogo. Ma un esercizio di auto conservazione istituzionale: il decoro nonostante il compromesso morale, una vuota imitazione della tradizione stessa che invoca - una parodia".

A Buttafuoco vengono quindi presentati i nomi di 26 artisti russi detenuti in questo momento: fra loro, ci sono Anastasia Berezhinskaya, attrice e regista teatrale, condannata a otto anni di carcere, detenuta dal novembre del 2024 ed Evgenia Berkovich, regista teatrale, poeta e scrittrice, condannata a cinque anni e sette mesi, in carcere dal maggio del 2023. Il musicista Ivan Ladchenko, condannato a undici anni di carcere. Lyudmila Razumova, artista condannata a sette anni di carcere, contro cui sono state formalizzate nuove accuse. Il musicista e fotografo Grigory Skvortsov condannato a 16 anni di carcere. Vadim Cheldiev, cantante d'opera, solista Mariinsky, condannato a dieci anni. Davyd Volodin, artista condannato a 12 anni e sei mesi.

La lettera riporta anche i nomi di cinque artisti morti di recente in prigione in Russia: Andrei Akuzin, artista di Khabarovsk, deceduto l'8 aprile scorso, all'età di 53 anni, nel carcere in cui era detenuto in attesa di processo, ufficialmente per suicidio. Anatoly Berezikov, attivista e musicista, morto nel giugno del 2023, a 39 anni, dopo che aveva denunciato di aver subito torture. Alexander Dotsenko, artista orafo, deceduto in prigione all'età di 65 anni lo scorso febbraio. Pavel Kushnir, pianista, scrittore e attivista, morto in carcere durante uno sciopero della fame, a 39 anni, nel luglio del 2024. Vadim Stroykin, musicista e poeta, morto all'età di 59 anni durante una operazione di sicurezza nel febbaio del 2025, ufficialmente per suicidio.

"Sono queste le voci che incontri organizzati dalla Biennale sul dissenso e la pace dovrebbero onorare, difendere e rendere visibili. Questi artisti conoscono il reale significato di parole come 'dissenso', 'pace' e 'Russia', perché ne pagano l'intero prezzo", conclude la lettera.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza