Festeggiati i 140 anni di Olschki con un viaggio nel patrimonio editoriale

Celebrazione nella solenne cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze

(Da sinistra Daniele Olschki, Giovanni Bettarini e Gherardo Olschki . Ufficio Stampa)
(Da sinistra Daniele Olschki, Giovanni Bettarini e Gherardo Olschki . Ufficio Stampa)
10 giugno 2026 | 17.21
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I 140 anni della casa editrice Olschki sono stati celebrati oggi nella solenne cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, che ha ospitato il convegno intitolato “Olschki. Un viaggio nel patrimonio editoriale 1886–2026”. L'assise ha riunito istituzioni, studiosi, autori e collaboratori per riflettere sul ruolo svolto da Olschki nella diffusione della cultura e della ricerca nel corso di oltre un secolo di attività.

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L’iniziativa si è aperta con i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini, e con il contributo di padre Bernardo Gianni, abate dell'Abbazia di San Miniato al Monte. Sono quindi intervenuti Daniele Olschki, Carlo Sisi, Carlo Ossola, Cristina Acidini, Lucia Tongiorgi Tomasi, Edoardo Barbieri, Giuseppina La Face, Lorenzo Bianconi e Giuliano Pinto, che hanno approfondito alcuni dei principali ambiti di ricerca e delle collane che hanno caratterizzato il catalogo della casa editrice: dalla letteratura alla storia dell’arte, dalla musicologia alla bibliografia, fino alla storia della Toscana e alla tradizione degli studi umanistici. Moderato da Claudio Di Benedetto, l’incontro ha rappresentato un momento di confronto sul valore del patrimonio editoriale costruito da Olschki in 140 anni di attività e sul ruolo che il libro continua a svolgere nella trasmissione della conoscenza e nella promozione della ricerca scientifica e umanistica.

“Nel festeggiare oggi, assieme ad autori, direttori di collane e riviste, questa importante data della nostra storia, il pensiero corre all'indietro nel ricordare tutti coloro che hanno percorso al nostro fianco le emozioni del libro e che ancora ci parlano dagli scaffali di una biblioteca alienabile quale la nostra”, ha dichiarato Daniele Olschki. “Una comunità passata che si lega al presente e a un futuro di confini indefiniti, ma per noi mai disgiunti dal lascito del Fondatore, che decise il perimetro editoriale nell'ambito delle scienze umane. Quale sarà il futuro del libro, nel distacco del contenuto dal fruscio delle pagine, è difficile oggi stabilirlo, ma resterà per noi invariata la fiducia nella carta che garantisce, con l'unica interfaccia dell'occhio umano, l'indipendenza da ogni piattaforma digitale.”

Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il volume "140 anni di Olschki", realizzato in occasione dell’anniversario per ripercorrere, attraverso pubblicazioni, collane e progetti editoriali, l’evoluzione della casa editrice dal 1886 a oggi. La giornata si è conclusa con l’intervento di Gherardo Olschki, chiamato a raccogliere l’eredità di una tradizione editoriale familiare che attraversa cinque generazioni e che da 140 anni accompagna la vita culturale italiana e internazionale.

“Quest’oggi la casa editrice Olschki - aggiunge Gherardo Olschki - ha valicato un traguardo memorabile, ripercorrendo le tappe cruciali della sua storia, onorando il legame inscindibile con Firenze, ascoltando alcune tra le più autorevoli voci che compongono l’universo-Olschki. Ma se c’è qualcosa che la giornata odierna ci insegna è che il vero protagonista da celebrare non siamo noi, non è la storia o la cultura quali entità astratte; esso risiede al centro di questo cosmo complesso, ci osserva con i suoi occhi di inchiostro e ci sfiora con le sue membra di carta: è il libro, inteso come forma più elevata e immortale dell’idea di Humanitas – lo stesso principio in cui Leo Olschki aveva intravisto la propria missione civile e sociale. D’altronde, c’è una parte di ciascuno nei libri che creiamo e che leggiamo, e perciò il libro rappresenta il legame più potente che ci unisce. Celebrandolo, noi diamo valore a noi stessi e agli altri.”

Fondata nel 1886 da Leone Samuele Olschki, la casa editrice Olschki affonda le proprie radici nell’attività libraria e antiquaria avviata dal suo fondatore, giunto in Italia dalla Prussia orientale negli anni Ottanta dell’Ottocento. Dopo le prime esperienze a Verona e Venezia, l’editore si stabilì a Firenze nel 1897, dando inizio a un legame con la città destinato a segnare profondamente la storia dell’azienda. Nel corso del Novecento Olschki si è affermata come una delle principali realtà europee dell’editoria accademica e di alta cultura, sviluppando un catalogo specializzato negli studi umanistici e costruendo nel tempo una fitta rete di collaborazioni con studiosi, università, biblioteche e istituzioni culturali internazionali. Alla sua crescita hanno contribuito collane e riviste che hanno accompagnato generazioni di studiosi, consolidandone il prestigio nel panorama culturale italiano e internazionale. La storia della casa editrice è stata segnata anche da eventi che hanno profondamente attraversato il secolo scorso: le due guerre mondiali, le leggi razziali che costrinsero il fondatore all’esilio, la distruzione delle sedi fiorentine durante il secondo conflitto mondiale e l’alluvione del 1966. Nonostante queste difficoltà, l’attività editoriale è proseguita grazie all’impegno delle generazioni successive della famiglia Olschki, che hanno saputo preservarne l’identità e svilupparne il progetto culturale. Oggi Olschki continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama editoriale internazionale, con un catalogo che comprende centinaia di collane e riviste scientifiche e una produzione dedicata alla valorizzazione della ricerca, del patrimonio librario e della cultura umanistica.

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