L'esposizione, in programma dal 6 novembre al 7 febbraio 2027, presenta l'evoluzione del quartiere romano. Enrico Gasbarra, presidente di Eur S.p.A.: "L'obiettivo è fare diventare la mostra un museo permanente"
Fotografie, documenti storici, bozzetti, filmati d'epoca. E ancora installazioni immersive, materiali d'archivio e progetti. Un corpus ricco e vario per celebrare i 90 anni dell'Eur, uno dei quartieri più emblematici e rappresentativi dell'architettura e dell'urbanistica del Novecento italiano. E' tutto questo 'Eur- Una storia lunga 90 anni', l'esposizione aperta al pubblico dal 6 novembre al 7 febbraio 2027, nel Palazzo Uffici dell’Eur, Salone dei Disegnatori: un palazzo che è stata la prima opera completata nel vasto progetto dell’Esposizione Universale di Roma. L'obiettivo dell'iniziativa, ha annunciato Enrico Gasbarra, presidente di Eur SpA, durante la presentazione della mostra a ingresso gratuito, è anche quello di dare vita a "un progetto ambizioso: trasformare la mostra in un museo permanente con cui continuare a dialogare con il mondo. L'Eur, una parte della città che incontra la storia per guardare al futuro, è una quinta straordinaria". Per questo "avere un museo, magari arricchito anche di evoluzioni digitali, potrebbe essere un punto di riferimento per tutti gli studiosi del mondo".
Curata da Alessandro Nicosia e Marco Pizzo, e organizzata e prodotta da Cor – Creare Organizzare Realizzare, l'esposizione fa parte delle iniziative promosse da Eur Spa in occasione dei 90 anni dalla fondazione dell'Ente Esposizione Universale. L'itinerario espositivo è suddiviso in tre grandi sezioni: E42. La nascita della Città Ideale; la Costruzione dell’Eur; il Quartiere Eur tra modernità e futuro. Un futuro rappresentato dalla Nuvola di Fuksas, sintesi del progetto di radicale rinnovamento dell’Eur. Sezioni che ripercorrono la nascita del quartiere, le trasformazioni che ne hanno segnato la storia e le figure che hanno contribuito alla sua realizzazione e alla sua identità di oggi. Un'evoluzione che può essere letta come una lente che permetta di cogliere la trasformazione dell’Italia del 900. Lo scopo della mostra, ha evidenziato Nicosia, è quello di fare conoscere un'immagine dell'Eur un po' diversa da quella consueta mettendo in rilievo "gli aspetti legati al sociale, alla cultura, al territorio".
Ad arricchire il progetto espositivo, ha sottolineato ancora, ci sono "oltre 20 prestatori, dal ministero della Cultura, all'Archivio di Stato, passando per il Coni e l'Istituto Luce. Ci sono dei filmati, alcuni mai visti, che partono dal 1937 quando Mussolini, con il governatore Bottai, scese a vedere gli spazi delle Tre Fontane". Parte integrante dell'itinerario espositivo è anche il cinema, protagonista di uno dei focus: tanti i film girati negli spazi dell’Eur, da Federico Fellini, che compare in un filmato di Luciano Emmer degli anni 70, a Roberto Rossellini che qui girò alcune scene di 'Roma città aperta', fino a Michelangelo Antonioni. Questa sezione è raccontata attraverso filmati originali, fotografie e manifesti. "Il 26 aprile del 1937 furono avviati i cantieri dell'Eur. Due giorni dopo furono inaugurati gli studi di Cinecittà. Siamo due signori di 90 anni che hanno raccontato i mutamenti del nostro Paese", ha ricordato Antonio Saccone, presidente di Cinecittà spa evidenziando che l'Eur "è un set cinematografico naturale".
Le Olimpiadi del 1960, spunto per un ulteriore sviluppo urbanistico e architettonico, sono raccontate attraverso materiali d’archivio e l’esposizione di alcuni oggetti originali, tra cui la fiaccola olimpica, le medaglie, le divise degli atleti, manifesti dell’epoca e altri rari materiali a stampa. La vocazione internazionale dell’Eur si esplicitò anche nell’attività dell’IILA- Organizzazione internazionale italo latino americana, che vide la partecipazione di numerosi premi Nobel. Altro aspetto che viene messo in luce è legato alla Biodiversità, documentata con le immagini della donazione dei ciliegi da parte dell’Ambasciatore del Giappone, Mankyu Suzuki, nel 1959. Sin dall’inizio l’Eur era stato pensato con l’idea di farne un quartiere “verde” in cui convivono eucalipti, ulivi e ciliegi giapponesi. Attraverso le fotografie, alcune delle quali inedite, dello storico fotoreporter Rodrigo Pais, oggi parte delle collezioni dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Biblioteca Universitaria di Bologna, viene documentata la vita sociale e l’espansione edilizia del quartiere.
Secondo il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone "parlare oggi dell'Eur significa interrogarsi sul luogo che ha saputo superare i confini della progettazione urbanistica e si è fatto archetipo visivo, paesaggio dell'anima e set d'elezione della grande modernità italiana. Le foto, i disegni di progettazione, le storie che vengono raccontate in questa esposizione - ha proseguito - lo testimoniano alla perfezione. Fin dalle sue origini questo quartiere ha incarnato una cifra estetica unica, caratterizzata da geometrie fisiche e metafisiche che hanno ispirato opere come quelle di De Chirico che non hanno eguali nel mondo". Il razionalismo italiano, ha osservato ancora Mollicone, "è una stagione che per troppo tempo è stata letta attraverso filtri ideologici riduttivi, pregiudiziali, ma è un nostro dovere istituzionale e culturale restituire a quei protagonisti dell'architettura internazionale la verità storica e il giusto giudizio. Iniziative come questa vanno in questa direzione: superare pregiudizi ideologici, culturali significa riconoscere che l'architettura non è semplice edilizia ma pensiero, civiltà, forma e proiezione strategica nel futuro". L'ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli, ha infine ricordato che all'Eur hanno vissuto grandi nomi del panorama culturale del nostro Paese, da Ungaretti a Pasolini passando per Ennio Morricone, che decise di trascorrervi gli ultimi anni della sua vita. "Non abitava qui all'Eur - ha detto Rutelli - ma era assolutamente adorante nei confronti di questo compendio, Federico Fellini. Giuseppe Ungaretti ha vissuto qui, noi gli dedicammo una targa in via di Sierra Nevada, pochissimi lo ricordano. Naturalmente anche Pier Paolo Pasolini, qui viveva con un pezzo della famiglia in via Eufrate. E voglio ricordare Ennio Morricone, che ha passato qui gli ultimi anni della sua vita.