Esce il libro di esordio della giornalista, 'Nudo tra sacro e profano'. "Bisogna fare attenzione ai pericoli dei social e dell'intelligenza artificiale"
Un libro che nasce durante gli studi in filosofia quando, agli esordi del suo lavoro come modella, Monica Marangoni comincia a farsi delle domande circa "quel corpo, quell'immagine che stavo utilizzando e che utilizzo tuttora nel mio lavoro quando faccio televisione. Così, ho cominciato un viaggio nella storia dell'arte e della filosofia proprio alla riscoperta del significato e del valore del corpo". A raccontarlo è la stessa giornalista e conduttrice televisiva, ospite del nuovo episodio del vodcast dell'Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube dell'Adnkronos, spiegando il suo esordio da scrittrice, con il saggio 'Nudo tra sacro e profano. Dall’età dell’innocenza all’epoca di OnlyFans' (Cantagalli, pp. 144). Nel volume, una diversa riflessione sul nudo che, lungi dal ridursi a semplice oggetto di desiderio o di scandalo, evoca l’affascinante promessa di un incontro con il divino.
"E' un excursus storico che parte dalla Grecia classica, passando per il Medioevo, il Rinascimento, l'età moderna e contemporanea, nel quale ho scoperto che mentre nella Grecia classica il nudo ha assunto il suo massimo valore, perché la bellezza esteriore degli atleti maschi era specchio della bellezza interiore, oggi non è così purtroppo: oggi i corpi sono stati svuotati di contenuto, e soprattutto di una dimensione trascendente". Nella società di oggi, è l'assunto di Marangoni, "tutto è sovraesposto, ci sono i social che ormai non nascondono più nulla -spiega la giornalista- Mentre il corpo è una realtà sacra e tale deve rimanere". I tempi restituiscono invece, purtroppo, notizie "di donne ma anche di uomini il cui corpo viene martoriato, maltrattato, abusato ed esposto, mentre noi dovremmo imparare ricominciare a riflettere sul mistero che abita il nostro corpo".
Oggi, dunque, "il nudo è un bivio -spiega la Marangoni- tra comunione, perché può aprire alla relazione con il divino, e consumo, profitto, spettacolo". Per Marangoni, le aberrazioni dell'intelligenza artificiale, oggi rendono possibile una fruizione che aggiunge violenza alla violenza. "Alla violenza fisica si aggiunge questa nuova forma di violenza, che è ancora più potente, ancora più subdola -sottolinea l'autrice- che è la violenza digitale, perché senza il consenso di una persona la sua identità viene distrutta". E tornando al titolo del volume, "tra sacro e profano c'è una terza via che è quella della nudità redenta -svela la giornalista- che è il messaggio che offre il cristianesimo, perché con il cristianesimo per la prima volta nella storia dell'umanità e delle religioni il corpo diventa luogo di rivelazione. Il nostro corpo è tempio dello spirito santo, e per chi crede come me ecco, può essere promessa di resurrezione".
Nella chiacchierata con l'Adnkronos, c'è spazio anche per una riflessione: la sovraesposizione dei corpi sui social network "non fa altro che filtrare il corpo, e volerlo rendere sempre più patinato, sempre più perfetto -osserva Monica Marangoni- Questo ovviamente non aiuta a far sì che la persona si riconosca veramente, voglia sottolineare la sua autenticità la sua vera personalità è questo il vero problema di oggi". Lo stesso pericolo lo presenta l'eccesso di "chirurgia estetica, che se da una parte può aiutare chi ha delle problematiche con se stesso bisogna fare attenzione a darla in mano a degli adolescenti che ancora non hanno maturato una loro identità".