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Startup: 10 finaliste per programma accelerazione FoodTech

24 ottobre 2016 | 11.44
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Startupbootcamp FoodTech, il primo acceleratore globale e indipendente focalizzato nel foodtech e con sede a Roma, annuncia le 10 startup che entreranno a far parte del programma di accelerazione 2016. Le startup selezionate sono state annunciate nella giornata finale dei Selection Days, un evento di 3 giorni dove le migliori 21 startup foodtech si sono confrontate per uno dei 10 slot disponibili nel prossimo programma di accelerazione Startupbootcamp FoodTech.

La selezione finale delle migliori startup è il risultato di un intenso processo di valutazione. Le 21 startup partecipanti ai Selection Days sono state, infatti, precedentemente selezionate tra oltre 450 application ricevute da 56 paesi. Durante l’evento, più di 80 tra partner e mentor qualificati hanno ascoltato e valutato tutte queste startup in sessioni di discussione approfondite da 30 minuti ciascuna.

Le 10 startup vincitrici faranno parte di un programma di accelerazione della durata di 3 mesi che partirà il 21 novembre, per poi chiudersi con il Demo day del 10 marzo 2017. Obiettivo, validare il modello e affermarsi velocemente sul mercato.

“I 10 team selezionati si posizionano in tutte le aree più interessanti della food innovation, dall’agricoltura di precisione ai cibi sostitutivi, dal restaurant-tech al delivery”, commenta Peter Kruger, Ceo di Startupbootcamp FoodTech. “È stato davvero difficile selezionare questi team. Le 21 startup invitate per i Selection Days si sono trovate di fronte a un’ardua competizione dovuta all’altissimo livello di innovazione e qualità a cui abbiamo assistito in questi giorni”, sottolinea.

Le 10 startup vincitrici sono state selezionate tra oltre 450 application ricevute da ben 56 paesi differenti: il 28% delle candidature dall’Italia, seguita da India (12%), Usa (10%), Francia (7%), Regno Unito (6%), Turchia (5%), Paesi Bassi (4%), Germania (4%), Spagna (3%) e Canada (1%).

Accompagnata da partner quali Gambero Rosso, Barilla, LVenture Group, Monini, Cisco, M3 Investimenti, Startupbootcamp FoodTech aiuterà queste 10 startup ad accelerare il loro business e affacciarsi sul mercato globale. L’acceleratore investirà nelle startup 15.000 euro di capitale, oltreché spazi di lavoro per 6 mesi, servizi di tutoraggio e mentoring, più di 400.000 euro di servizi dei partner e l'accesso a un network di oltre 150 mentor esperti del settore e 1.000 investitori e fondi di venture capital internazionali.

Ecco, dunque, quali sono le 10 startup vincitrici. BiteBack Insect Oil (Malang, Indonesia), con un processo industriale innovativo capace di produrre olio da cucina dalla spremitura di coleotteri a prezzi accessibili, sta affrontando il problema in Indonesia della sovrapproduzione di olio di palma. Poi c'è l'italiana eVja, proveniente da Napoli, già vincitrice di premi internazionali: una piattaforma di precisione per l’agricoltura che utilizza Opi, un SSD (Sistema di supporto decisionale) rivoluzionario, progettato per rendere più efficiente la potatura, l’irrigazione e la gestione di piantagioni nelle industrie del vino e serra di produzione.

Arriva da Valencia, in Spagna, FruitsApp che sta sviluppando un sistema per affrontare le inefficienze che si verificano tra produttori e grossisti che si verificano nel mercato di frutta e verdura. Da Roma, IQP sta introducendo il monitoraggio in tempo reale delle colture di ulivi, al fine di aumentare i rendimenti e ridurre i costi di manutenzione.

Con un modello totalmente innovativo focalizzato sui campus universitari, invece, Kiwi Campus (Bogotá, Colombia) sta trasformando l'industria del delivery di cibo con un servizio ormai presente in 8 sedi universitarie in America: 4 in Cile, 2 in Colombia e 1 negli Stati Uniti (Università di Berkeley).

Ancora, Milis Bio (Cork, Irlanda) vuole rendere il nostro rapporto con il sapore meno agrodolce, attraverso lo sviluppo di additivi aromatici a base di proteine per il mercato alimentare e delle bevande. Mentre Neofarms (Hannover, Germania), introducendo coltivatori domestici alla rivoluzione di aeroponica, sta sviluppando un'alternativa economica al giardinaggio e all'acquisto di verdure al supermercato.

Con un design intelligente che taglia i costi del sistema idroponico, Phytoponics Cic (Cardiff, Inghilterra) è pronto a portare l'agricoltura idroponica su una posizione di dominio a livello globale. Proviene da Zagabria, in Croazia, TrakBar che presenta una soluzione di business intelligence nel settore della ristorazione: il potere dei big data come servizio a disposizione di bar e ristoranti.

Un'altra romana è Wallfarm, la startup del giardino verticale: fornisce un software che è anche in grado di creare pareti verticali su misura per gli edifici e per la coltivazione idroponica industriale.

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