Nel corso della seduta di Question time del Senato, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha risposto a due interrogazioni parlamentari riguardanti, da un lato, gli obiettivi di sviluppo dello strumento militare nazionale e, dall’altro, le prospettive di integrazione tra difesa e intelligenza artificiale. Le interrogazioni erano state presentate rispettivamente dal senatore Carlo Calenda (Misto–Azione) e dal senatore Gaetano Barcaiuolo (Fratelli d’Italia). Affrontando il tema più generale dello sviluppo dello strumento militare, il Ministro ha sottolineato come il contesto internazionale sia profondamente mutato negli ultimi anni. Secondo Crosetto, il ritorno della guerra anche sul continente europeo impone all’Italia una riflessione complessiva sul proprio sistema di difesa, poiché l’assetto attuale non risulta più pienamente adeguato rispetto alle nuove tipologie di minacce, sempre più complesse e diversificate. In questo quadro, il Ministro ha spiegato che esiste già un piano elaborato dagli Stati Maggiori volto ad aggiornare e rafforzare le capacità militari del Paese. Tuttavia, Crosetto ha chiarito che l’attuazione concreta di tale piano dipenderà da una pluralità di fattori, tra cui le scelte politiche che verranno assunte, la disponibilità delle risorse finanziarie e il rispetto dei vincoli di bilancio, inclusi quelli definiti a livello europeo. Gli investimenti nel settore della difesa, ha ricordato il Ministro, richiedono infatti tempi di programmazione lunghi e una pianificazione finanziaria di medio-lungo periodo, rendendo necessario un approccio graduale e sostenibile. In questo contesto, Crosetto ha annunciato l’intenzione di presentare una riforma complessiva della Difesa con un orizzonte temporale di circa vent’anni, precisando che spetterà al Parlamento valutare se adottarla e in che modo sostenerla dal punto di vista economico.
Rispondendo poi all’interrogazione relativa all’integrazione tra difesa e intelligenza artificiale, il Ministro ha illustrato le principali linee di intervento previste nella strategia del Dicastero. Crosetto ha reso noto di aver disposto l’istituzione di un comitato ordinatore con il compito di tradurre gli indirizzi strategici in decisioni operative. I lavori del comitato, ha riferito, sono già in corso e si trovano in una fase di valutazione del piano attuativo. Con riferimento specifico al 2026, il Ministro ha spiegato che l’azione si concentrerà innanzitutto sui cosiddetti fattori abilitanti, ritenuti essenziali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in ambito difensivo. Tra questi ha indicato il potenziamento delle infrastrutture digitali di calcolo, la valorizzazione e il miglioramento della qualità dei dati, nonché il rafforzamento delle competenze del personale. Parallelamente, è prevista l’attivazione delle prime iniziative ad alto impatto attraverso l’avvio di progetti pilota, finalizzati a testare concretamente le applicazioni dell’intelligenza artificiale nei diversi ambiti operativi della Difesa. Infine, sotto il profilo della governance, Crosetto ha annunciato l’avvio di un modello articolato su più livelli, pensato per garantire una maggiore integrazione tra indirizzo strategico, capacità attuativa e controllo dei risultati. L’obiettivo dichiarato è quello di assicurare coerenza tra le scelte politiche, l’attuazione operativa e la valutazione dell’efficacia degli interventi, in un settore considerato sempre più centrale per la sicurezza nazionale e per l’evoluzione dello strumento militare italiano.
La prima interrogazione e alla risposta del Ministro
La seconda interrogazione e alla risposta del Ministro