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Dl Rilancio, "emendamento McCartney": concerti, si torna ai rimborsi

10 luglio 2020 | 12.56
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Nel Dl Cura Italia i concerti annullati venivano indennizzati dei semplici voucher. A smuovere la politica però ci ha pensato l'ex Beatles

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(Fotogramma)

Dopo le polemiche scatenate dalle parole di Paul McCartney sul meccanismo italiano di rimborso, tramite voucher, dei biglietti per i concerti annullati in Italia a causa del Covid19, passa l''emendamento McCartney' al Decreto Rilancio. Nel Dl Cura Italia per non mettere in ginocchio un intero comparto che coinvolgeva migliaia di lavoratori, si era deciso di permettere agli organizzatori di indennizzare i possessori di biglietti con dei semplici voucher, spendibili entro 18 mesi su eventi organizzati dai medesimi soggetti, invece che rimborsare la somma.

A smuovere la politica però ci ha pensato l'ex Beatles che in un lungo post pubblicato su Facebook scrisse: "È veramente scandaloso che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con ciò che il governo italiano e Assomusica hanno fatto. Siamo tutti estremamente dispiaciuti del fatto che gli spettacoli non possano avvenire ma questo è un vero insulto per i fan".

Il caso che aveva creato più clamore riguardava proprio Paul McCartney con due date italiane previste per giugno (rispettivamente il 10 a Napoli ed il 13 a Lucca). Il Dl che ha incassato la fiducia alla Camera, passerà oggi al Senato e prevede grandi novità sul tema dei rimborsi dei concerti annullati. Nel nuovo testo si legge che gli organizzatori potranno emettere un voucher della validità di 18 mesi nel caso l’evento sia solo rimandato e non cancellato, ma al termine del periodo, se non si sarà svolto, dovranno rimborsare tutti i ticket emessi.

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