Rientro dei cervelli, decoder, 'pet': i bonus che pochi conoscono

C'è il bonus affitto per gli under 31 (anche per la singola stanza) e quello libri per l'acquisto di testi scolastici. Cosa c'è da sapere per accedere alle agevolazioni

Un'immagine relativa alla famiglia
Un'immagine relativa alla famiglia
24 settembre 2026 | 18.15
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Occupazione, casa, genitorialità. Ma non solo. La galassia dei 'bonus', nella quale non sempre è facile orientarsi, comprende agevolazioni più note, ormai entrate nel linguaggio comune, che vanno dal bonus mamme all'assegno unico passando per le detrazioni per mobili ed elettrodomestici, ma anche di meno conosciute e che vale la pena ricordare. Qualche esempio? Esistono sgravi e vantaggi sul "rientro dei cervelli" e anche per l'acquisto di un decoder.

Bonus affitto giovani

Il bonus affitto giovani, previsto dall’art. 16, comma 1-ter del Tuir, offre una detrazione pari al 20% del canone annuo, con un importo minimo garantito di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro, e spetta per i primi 4 anni di contratto. Per ottenerlo, oltre a un'età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti, l'altro requisito da rispettare è quello di un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro e che l'immobile adibito a propria residenza sia diverso dall’abitazione principale dei genitori. Il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato. Il bonus spetta anche se il contratto riguarda solo una porzione dell’unità immobiliare, come la singola stanza.

Bonus animali domestici

E' riconosciuto fino a fine 2026 e prevede il rimborso delle spese veterinarie per chi ha almeno 65 anni e un Isee inferiore a 16.215 euro. La domanda va presentata alla Regione di residenza seguendo le modalità indicate dall’ente locale. Il bonus viene dunque gestito dalle singole Regioni, che stabiliscono ognuna l'importo (si va dai 200 ai 300 euro l’anno) e le modalità. Attenzione: vale esclusivamente per cani, gatti e furetti da compagnia, regolarmente registrati.

Bonus decoder

Con un decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato istituito un contributo per chi deve dotarsi di un decoder in grado di ricevere i segnali televisivi, visto che gli apparecchi più datati non sono compatibili con la codifica Hevc Main 10 e quindi non ricevono le attuali trasmissioni aggiornate a questo standard. E' rivolto ai privati, sono dunque escluse le attività professionali o imprenditoriali. Il contributo economico è riconosciuto in misura non superiore al 70% del costo di acquisto del decoder e comunque per un importo non superiore a 30 euro per i decoder digitali terrestri standard e 70 euro per i decoder satellitari. Il contributo non viene erogato in denaro, ma funziona come codice voucher. "In pratica, una volta ottenuto tramite una piattaforma informatica dedicata (al momento però non ancora attiva), si presenta al venditore aderente, che applica direttamente lo sconto in fattura", spiega Altroconsumo. E in effetti, "le modalità e tempistiche di attuazione - si legge sul sito del Mimit - nonché le procedure di adesione e fruizione del Bonus, saranno definite con un successivo decreto direttoriale".

Bonus Tari 2026

 Il Bonus Sociale Rifiuti nel 2026 offre uno sconto del 25% sulla tassa sui rifiuti (Tari) o sulla tariffa corrispettiva per le famiglie con Isee inferiore a 9.530 euro, o sotto i 20.000 euro per le famiglie numerose. Viene riconosciuto automaticamente (senza che l’utente ne debba fare esplicita richiesta) a tutti i nuclei familiari che hanno presentato all’Inps una Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) e ottenuto un livello di attestazione Isee sotto la soglia prefissata.

Bonus libri 2026

Il bonus libri scolastici 2026/2027 è un fondo nazionale con una dotazione di 20 milioni di euro all’anno, pensato per sostenere l’acquisto dei testi scolastici degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Viene ripartito tra le Regioni e poi affidato ai singoli Comuni, quindi tempistiche, modalità di accesso e importi possono variare. Per accedere al bonus è necessario avere un Isee in corso di validità entro la soglia stabilita dal proprio Comune (il limite di riferimento nazionale è fissato a 30.000 euro, ma ogni ente può definire criteri propri: informarsi sul bando locale è indispensabile); essere iscritti a una scuola secondaria di primo e secondo grado, statale o paritaria; non aver già ricevuto altri contributi pubblici per la stessa finalità nello stesso anno scolastico. Nella maggior parte dei casi il rimborso avviene a spesa sostenuta: è quindi importante conservare scontrini “parlanti” e fatture d’acquisto.

Il 'rientro dei cervelli' (e dei patrimoni)

Per docenti e ricercatori rientrati in Italia esiste un regime di tassazione agevolata che prevede l'esenzione dal pagamento dell'Irpef al 90% sui redditi prodotti tramite attività di docenza o ricerca svolta nel territorio italiano per un periodo di sei anni, estendibile al verificarsi di determinate condizioni. Obiettivo, incentivare il ritorno 'a casa' dei professionisti più qualificati che per l'Italia non possono che rappresentare un valore aggiunto.

Esiste anche un regime per i 'lavoratori impatriati', destinato a lavoratori dipendenti e autonomi che trasferiscono la residenza fiscale in Italia e che prevede una detassazione al 50% o al 60%, per cinque anni e nel rispetto di date condizioni, del reddito prodotto in Italia, entro il limite massimo di un reddito agevolabile di 600.000 euro. Per ottenerlo, è necessario non essere stati residenti in Italia nei tre anni precedenti il trasferimento.

'Cervelli' ma non solo. C'è anche il regime dei 'neo residenti' destinato a persone fisiche che abbiano una grande capacità contributiva, cioè un reddito (o patrimonio) elevato e prevede l'applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero pari a 300.000 euro. Successivamente al pagamento di questa imposta, tutti i redditi esteri non scontano imposizione in Italia. La durata è pari a 15 anni e può essere estesa ai familiari con pagamento di un’addizionale.

I bonus noti

Dall'Assegno unico al bonus asilo nido, dal contributo per i nuovi nati agli incentivi per l'occupazione, le agevolazioni fiscali per la casa, le detrazioni per le ristrutturazioni e il bonus mobili. Questi i bonus attivi più noti: chi ne ha diritto e quali le modalità di accesso.

Assegno unico

L’Assegno unico e universale (Auu) è il principale sostegno economico per le famiglie con figli a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza nel caso di nuovi nati, fino al compimento dei 21 anni in presenza di specifiche condizioni (frequentazione di un corso di formazione scolastica, professionale o corso di laurea; tirocinio o attività lavorativa con reddito complessivo non superiore a 8.000 euro; disoccupazione e registrazione presso i servizi pubblici per l’impiego in cerca di lavoro; servizio civile e universale), senza limiti di età per i figli disabili. L’importo varia da 58,30 euro a 203,80 euro al mese, in base all’Isee del nucleo familiare aggiornato per l’anno in corso. La soglia minima Isee per l’Auu nel 2026 è salita a 17.468,51 euro, mentre la soglia massima è 46.582,71 euro. La domanda si presenta online all’Inps oppure con supporto di patronato.

Bonus asilo nido

E' un contributo economico erogato dall’Inps per sostenere le spese delle famiglie con figli di età inferiore ai 3 anni, come - appunto - rette di asili nido pubblici e privati autorizzati, o frequenza di servizi educativi per l’infanzia (micronidi, sezioni primavera, spazi gioco, servizi domiciliari) o per forme di supporto presso la propria abitazione a favore di bambini affetti da gravi patologie croniche, previa attestazione pediatrica. Gli importi sono determinati in base alla data di nascita del minore e al valore del cosiddetto 'Isee neutralizzato': 3.600 euro per i bambini nati dal 1 gennaio 2024 con Isee neutralizzato pari o inferiore a 40.000 euro e 1.500 euro con 'Isee neutralizzato' superiore a 40.000 euro o assente; per i bambini nati prima del 1 gennaio 2024 ammonta a 3.000 euro con Isee neutralizzato fino a 25.000,99 euro, a 2.500 euro con Isee neutralizzato da 25.001 a 40.000 euro, e a 1.500 euro con Isee neutralizzato superiore a 40.000 euro, o nel caso di Isee assente. La documentazione deve essere allegata, pena decadenza, entro il 30 aprile dell’anno solare successivo all’anno di riferimento delle mensilità. Ad esempio, la documentazione per le mensilità relative all’anno 2026 dovrà essere trasmessa entro il 30 aprile 2027.

Bonus nuovi nati

E' un contributo una tantum da 1.000 euro destinato alle famiglie per i bambini nati, adottati o presi in affidamento preadottivo dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026. Per accedere al bonus è necessario disporre di un Isee per prestazioni rivolte ai minori non superiore a 40.000 euro. Nel calcolo dell’indicatore economico vengono 'neutralizzate' le somme percepite tramite l’Assegno unico e universale, che quindi non incidono sul limite previsto. Il termine per presentare la domanda è di 120 giorni dalla data dell’evento (nascita, adozione o affidamento). Per i bambini nati o adottati prima dell’apertura del servizio, la scadenza era al 12 agosto 2026. Bonus mamme 2026. E' un contributo economico dell’Inps pari a 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro all’anno, riconosciuto alle lavoratrici madri con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. E' dunque un'integrazione al reddito, va richiesto con domanda (non è automatico), non è tassato e non incide sull’Isee e si riceve in un’unica soluzione, a dicembre 2026.

Assegno di inclusione 

E' entrato in vigore dal 1 gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza e spetta solo ai richiedenti che fanno parte di nuclei familiari al cui interno siano presenti determinati soggetti (ad esempio persone disabili, minori, ecc) e tenendo conto anche dell’Isee familiare, che non dovrà superare la soglia di 10.140 euro. L'importo non può essere inferiore a 480 euro annui ed è composto da due componenti: integrazione al reddito familiare fino a 6.000 euro annui, oppure 7.560 euro annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni o da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza; contributo per l'affitto fino a un massimo di 3.640 euro o 1.950 euro annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.

Attenzione: chi richiede l’Assegno di Inclusione non deve risultare sottoposto a misura cautelare personale o a misura di prevenzione né avere sentenze definitive di condanna intervenute nei 10 anni precedenti la richiesta. Non possono inoltre percepire l’Assegno di Inclusione i nuclei familiari al cui interno ci sia un componente che risulti disoccupato a seguito di dimissioni volontarie scattate nei 12 mesi precedenti alla domanda di Assegno, fatte salve le dimissioni per giusta causa. Per poter ottenere l’Assegno di Inclusione sono inoltre previsti paletti patrimoniali, tra cui: il valore della casa di abitazione non deve superare 150.000 euro e nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario, o avere piena disponibilità, di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc., immatricolati la prima volta nei 36 mesi antecedenti la richiesta, esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista un’agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità, e nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario, o avere piena disponibilità, di navi e imbarcazioni da diporto, nonché di aeromobili di ogni genere.

Supporto per la formazione e il lavoro 

Prevede un'indennità di partecipazione alle misure di attivazione lavorativa di 500 euro mensili, condizionata all’effettiva partecipazione alle attività formative, per un massimo di 12 mesi ma prorogabile per ulteriori 12 mesi previo aggiornamento del patto di servizio personalizzato, se allo scadere dei primi 12 mesi di fruizione risulti la partecipazione a un corso di formazione. La misura è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, sia dipendente che autonoma, purché il reddito percepito non superi i valori soglia previsti per accedere alla misura.

Bonus Donne

E' un beneficio che spetta per nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 di donne lavoratrici svantaggiate ed è rivolto a datori e datrici di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo. L’incentivo consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi Inail. L’esonero è riconosciuto nel limite massimo di 650 euro al mese per ciascuna lavoratrice; se la lavoratrice assunta è residente in una delle regioni della Zes (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria), il limite massimo è elevato a 800 euro al mese.

Bonus ristrutturazioni

I contribuenti che ristrutturano le abitazioni e le parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato possono detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) una parte delle spese sostenute per i lavori. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2025 al 31 dicembre 2033 l'aliquota di detrazione è ridotta al 30%, mentre è pari al 50% per le spese per interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione. Tuttavia, per le spese sostenute nel 2026 sono prorogate le stesse condizioni previste per l’anno 2025: la detrazione spetta nella misura del 36% (50% in caso di abitazione principale) su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare; invece, per quelle dell’anno 2027, la detrazione è del 30% (36% in caso di abitazione principale), sempre su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 1gennaio 2025 sono esclusi gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.

Bonus mobili ed elettrodomestici

 È una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Può beneficiarne chi acquista entro il 31 dicembre 2026 mobili ed elettrodomestici nuovi (di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori) e ha realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia a partire dal 1 gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni.

La detrazione va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per l’anno 2026, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Il pagamento va effettuato con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, è possibile fruire di una detrazione del 50% calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per il 2026, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

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