Energia, Ue verso ok a flessibilità dello 0,3% per Italia

La possibilità di destinare lo 0,3% del Pil di spesa all'interno della clausola nazionale di salvaguardia all'energia dovrebbe essere prevista per tutti i Paesi membri, a quanto si apprende, non solo per l'Italia

Il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis - Fotogramma/Ipa
Il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis - Fotogramma/Ipa
02 giugno 2026 | 12.58
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La Commissione Europea è orientata a concedere all'Italia flessibilità nell'uso della clausola nazionale di salvaguardia del patto di stabilità anche per affrontare la crisi energetica, oltre che per la difesa, nella misura dello 0,3% del Pil. A quanto si apprende a Bruxelles sarebbe questa, a grandi linee, la soluzione individuata dall'esecutivo Ue per venire incontro alla richiesta avanzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

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La portavoce capo Paula Pinho ieri aveva detto che la lettera di Meloni merita la "massima attenzione" da parte della Commissione, che non ha mai mostrato chiusura di fronte alle richieste dell'Italia, la cui premier vanta una delle delegazioni più numerose di eurodeputati in questa legislatura a Bruxelles e il cui partito, Fratelli d'Italia, è una colonna dell'Ecr, gruppo sul quale la Commissione può contare in Aula, con la politica dei 'due forni' del Ppe praticata da Manfred Weber.

I problemi per l'Italia non sono emersi tanto nella Commissione, quanto nel Consiglio, dove molti ministri sono contrari a concedere flessibilità all'Italia per sussidiare l'acquisto di combustibili fossili, misure che vengono considerate controproducenti. La Commissione e il Consiglio hanno chiesto all'unisono misure "temporanee, calibrate e mirate" ed è probabile che la soluzione preveda una rimodulazione, da parte italiana, della destinazione d'uso dei fondi 'liberati' tramite la clausola di salvaguardia nazionale.  

La Commissione privilegia gli investimenti, piuttosto che i sussidi non mirati per l'acquisto di carburanti. Un alto funzionario Ue aveva notato che, se l'Italia avesse presentato un piano di sostegno alla diffusione delle energie rinnovabili, avrebbe avuto ben altra attenzione alle sue richieste, in seno all'Eurogruppo.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, al termine dell'Eurogruppo a Cipro, non era parso pessimista sull'esito della trattativa, dicendo che con il commissario Valdis Dombrovskis era in corso un avvicinamento al "passo dell'alpino lettone" e notando che la Commissione aveva concesso parecchia flessibilità sull'uso degli aiuti di Stato, dei quali l'Italia non può fare grande uso a causa dei vincoli di bilancio.

La possibilità di destinare lo 0,3% del Pil di spesa all'interno della clausola nazionale di salvaguardia all'energia dovrebbe essere prevista per tutti i Paesi membri, a quanto si apprende, non solo per l'Italia. Infine, la risposta di von der Leyen alle richieste di Meloni dovrebbe arrivare domani con il pacchetto di primavera del semestre europeo, non necessariamente attraverso una lettera formale della presidente della Commissione alla presidente del Consiglio.

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