Crisi casa Ue: la presidente Federica Brancaccio (Ance) avverte che l'emergenza abitativa minaccia la competitività europea e l'attrazione di talenti, chiedendo semplificazioni e strumenti per gli investimenti.
L'emergenza abitativa nell'Unione Europea "incide direttamente anche sulla competitività dei territori. L'inaccessibilità dei costi abitativi (sia per l’acquisto che per la locazione) sta rendendo impossibile a intere classi di lavoratori risiedere nelle città più dinamiche e attrattive". Lo ha sottolineato la presidente dell'Ance Federica Brancaccio, oggi durante un convegno a Bruxelles dedicato alla crisi degli alloggi. Senza abitazioni disponibili a prezzi accessibili, "non si attraggono talenti. Non si trattengono competenze. Non si sostiene la crescita delle imprese".
Secondo Brancaccio, "per realizzare un piano ambizioso sulla casa, siamo convinti che sia necessario immaginare una serie di strumenti, finanziari, fiscali e normativi, in grado di sostenere gli investimenti privati. È in questa ottica, infatti, che abbiamo molto apprezzato la direzione intrapresa con il Piano europeo per l’Affordable Housing che si concentra sulle semplificazioni procedurali come motore indispensabile per l'attuazione delle politiche abitative".
Questo, ha aggiunto, "è tanto più importante per l’Italia, che affida a una legge urbanistica del 1942 le regole per realizzare interventi edilizi nelle città. Eppure, oggi il permitting non è una questione marginale. Incide direttamente sulla capacità di realizzare progetti, sui costi e sui tempi. In alcuni casi, può arrivare ad aumentare i costi di costruzione fino al 16%, mentre i tempi di autorizzazione variano da pochi mesi fino a due anni tra gli Stati membri. Occorre promuovere strumenti urbanistici flessibili e una partnership strategica tra autorità pubbliche e operatori privati. Tale approccio consente di trasformare la pianificazione in una strategia condivisa", ha concluso.