Dazi, Panetta: "Commercio internazionale va ripensato"

Il governatore della Banca d'Italia: "Difficile ipotizzare rottura legami tra Usa e alleati storici"

Fabio Panetta (Fotogramma/Ipa)
Fabio Panetta (Fotogramma/Ipa)
21 febbraio 2026 | 12.00
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Fabio Panetta, governatore della Banca d'Italia, ha escluso una rottura dei legami economici tra gli Stati Uniti e i loro alleati storici, nonostante l'attuale instabilità geopolitica. Intervenendo al Congresso Assiom Forex, Panetta ha sottolineato il ruolo sistemico dell'economia americana, dominante in tecnologia, finanza e difesa.

Secondo il governatore, un distacco dall'ecosistema statunitense sarebbe impraticabile per molti Paesi e oneroso anche per Washington, vista la forte interdipendenza con l'Europa. Panetta ha, inoltre, avvertito che una frammentazione del commercio globale danneggerebbe le filiere produttive e gli investimenti strategici, inclusi quelli legati all'intelligenza artificiale, dipendenti da materiali critici prodotti in larga parte in Cina.

Ha, inoltre, affermato che un ritorno all'assetto precedente del commercio internazionale non è realistico e che le relazioni economiche globali devono essere ripensate alla luce delle nuove dinamiche geopolitiche. Secondo il governatore, è prioritario rafforzare i legami commerciali bilaterali e plurilaterali con i Paesi che condividono regole comuni.

Crescita, occupazione e tendenze demografiche

Per Panetta un modello di crescita, basato sull'espansione dell'occupazione e su salari contenuti non è più sostenibile alla luce delle tendenze demografiche. La riduzione della popolazione in età lavorativa, avverte, finora compensata da un calo della disoccupazione, si accentuerà nei prossimi anni. Secondo il governatore senza un deciso aumento della produttività lo sviluppo rischia di arrestarsi. Secondo il governatore senza un deciso aumento della produttività lo sviluppo rischia di arrestarsi e le tecnologie digitali rappresentano un'opportunità non rinviabile. Accelerarne la diffusione deve diventare una priorità per l'Italia e per l'Europa.

Inflazione e politica monetaria

Secondo il governatore di Palazzo Koch il recente calo dell’inflazione, leggermente più marcato delle attese, non modifica la valutazione di medio termine, ma segnala alcuni elementi da monitorare. Particolare attenzione va riservata all'evoluzione delle importazioni dalla Cina, il cui impatto disinflazionistico resta per ora contenuto ma già visibile e potenzialmente in rafforzamento nei prossimi mesi.

In presenza di rischi contrapposti, aggiunge, la politica monetaria deve mantenere un approccio flessibile, ancorato alle prospettive di medio termine e basato su una valutazione complessiva dei dati, oltre che degli effetti su inflazione e crescita.

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