L'Eurogruppo, con il presidente Pierrakakis, esorta ad adottare misure energetiche mirate e temporanee, bocciando sussidi generalizzati per non creare ulteriori crisi e per l'efficacia del bilancio.
Gli Stati membri dell'area euro, per affrontare la crisi energetica causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, dovrebbero adottare "misure temporanee e mirate", perché "non possiamo rispondere ad ogni crisi con misure che creeranno altre crisi" più avanti. Lo dice il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis, a Bruxelles in audizione alla commissione Econ del Parlamento Europeo.
Il politico greco ricorda che, anche secondo il Fondo Monetario Internazionale, misure "non mirate", come i sussidi per calmierare i prezzi dei carburanti, finiscono per "avvantaggiare" gli strati più agiati della popolazione. Oggi nei Paesi dell'area euro "lo spazio di bilancio è limitato", continua, quindi ogni misura dovrà essere in linea "con le regole concordate insieme". Naturalmente, aggiunge, questa posizione è rebus sic stantibus: "Se le condizioni dovessero cambiare, allora la riadatteremo", conclude.