L'ultima sfida del low-cost, alle Hawaii le capsule 'giapponesi' per chi non teme la claustrofobia

Cubicoli con un letto e poco più per chi insegue il risparmio 'totale', ma c'è anche la versione 'First class'

Le capsule della catena giapponese First Cabin, foto dal sito dell'azienda
Le capsule della catena giapponese First Cabin, foto dal sito dell'azienda
06 maggio 2026 | 17.55
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Lo slogan pubblicitario è eccitante ma anche leggermente fuorviante: "Scoprite un nuovo standard di lusso e comfort nel nostro hotel a capsule in stile giapponese, ispirato all'eleganza delle cabine di prima classe degli aerei". In realtà l'attenzione - che cade automaticamente sulle parole 'lusso', 'confort' e 'prima classe' - dovrebbe essere posta sul termine 'capsule'. Perché l'accoglienza da hotel proposta dalla catena giapponese First Cabin è quella appunto di capsule (per alcuni veri e propri cubicoli, per quanto eleganti) nei quali l'unica cosa che si può fare - riuscendoci - è dormire, o al massimo leggere un libro o guardare lo smartphone. Per tutto il resto - a iniziare dal bagno - bisogna accettare un'esperienza in comune con gli altri ospiti. Come in fondo avviene quasi sempre anche nelle classi superiori di un volo intercontinentale.

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Prezzo a circa 60 dollari

Un sacrificio, ma giustificato dal prezzo a suo modo allettante: come ha raccontato un reporter del Wall Street Journal, il primo - e finora unico - hotel a capsule all'estero aperto dalla catena giapponese offre la possibilità di pernottare nel cuore delle Hawaii a pochi passi da Waikiki Beach per circa 60 dollari. Nella stessa zona, scegliendo un albergo 'vero', la spesa media sarebbe stata quasi 5 volte superiore, 280 dollari.

In tutto 103 capsule dalle dimensioni ridotte

Lo sbarco alle Hawaii potrebbe rappresentare un test per la diffusione del modello capsule al resto del mercato americano, dove i costi dell'accoglienza in hotel sono saliti verticalmente negli ultimi anni. L'esperienza First Cabin naturalmente richiede un certo spirito di adattamento: la struttura delle Hawaii - ospitata al 14° piano del Waikiki Business Plaza nella via principale di Honolulu - ospita 103 capsule, in pratica minuscoli cubi senza fronzoli, posti uno a fianco all'altro oppure sovrapposti.

Per quelli posti a livello pavimento bisogna scivolare in basso, mentre quelli al 'secondo piano' sono accessibili attraverso una piccola scala. I cubicoli più piccoli possono ospitare una persona sdraiata (l'altezza è di circa 1 metro e 20) mentre per 150 dollari è a disposizione una capsula più spaziosa (la 'first class') con un letto per due persone, che possono anche stare in piedi vista l'altezza di 2 metri. A metà strada c'è la 'business class' stretta come una economy ma alta come una First.

Spazi comuni e tv

Come in un collegio, le capsule sono posizionate in ali differenti, per uomini e donne, mentre l'hotel - che mette a disposizione un frigorifero in comune - fornisce un asciugamano da bagno, un asciugamano per le mani, pantofole leggere e uno spazzolino e dentifricio usa e getta. Lo spazio per i bagagli è poco mentre ci sono piccoli schermi tv che però vanno utilizzati solo con le cuffie. In nessun caso la soluzione è consigliabile a chi soffra di claustrofobia o non ami la condivisione dei propri spazi con gli sconosciuti visto che la capsula non ha una vera porta, ma una tenda a soffietto magnetica (che per legge non può essere chiusa dall'interno). Insomma, anche nell'era del turismo di massa, forse non è una scelta per tutti, ma un concorrente per gli appassionati del low-cost o per chi insegue un'esperienza diversa a tutti i costi.

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