Panel con Di Noia (Ocse), ' per il massimo dei benefici servono governance, dati , competenze e meccanismi di supervisione'
"AI voglia o AI paura? I rischi e le opportunità educative” è il titolo del panel che – nel corso dell’8ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, in programma a Firenze dall’1 al 4 ottobre – tenterà di trovare una risposta alla domanda: come possiamo governare l’AI affinché rafforzi, e non indebolisca, i valori di equità, partecipazione e dignità umana? Tra i relatori ci sarà Carmine Di Noia (Direttore per gli Affari Finanziari e d’Impresa Ocse), che a pochi giorni dall’inizio del Festival lo ha definito "un’importante occasione per riflettere su come costruire un’economia capace di creare valore per le persone e per la società. In un momento di profonde trasformazioni, è particolarmente importante confrontarsi sull’intelligenza artificiale: una tecnologia che sta già cambiando il modo in cui lavoriamo, prendiamo decisioni e creiamo valore».
Analizzando più nello specifico la questione, Di Noia ha sottolineato: «Questa trasformazione è già in atto anche nei mercati finanziari italiani: secondo una recente analisi dell’OCSE, il 39% degli operatori del settore utilizza già l’intelligenza artificiale nelle proprie attività quotidiane. Tra le imprese che la utilizzano, tre su quattro segnalano miglioramenti nell’efficienza operativa e quasi due su tre registrano incrementi della produttività. L’intelligenza artificiale può contribuire a migliorare la valutazione dei rischi, individuare e persino prevenire le frodi, e rendere i servizi più rapidi, accessibili e inclusivi per famiglie e imprese. Più in generale, i guadagni di produttività legati all’intelligenza artificiale possono contribuire a una maggiore crescita economica, aiutando le nostre società a generare le risorse necessarie per affrontare nuove sfide economiche e sociali e sostenere modelli sociali inclusivi e resilienti».
Per cogliere appieno questi benefici, secondo Di Noia, sono necessarie condizioni adeguate: «Una governance efficace, dati di qualità, competenze solide, meccanismi di supervisione robusti e quadri normativi proporzionati resteranno fondamentali per garantire che l’innovazione si sviluppi in modo sicuro, affidabile e responsabile. In un settore in cui le decisioni possono avere conseguenze concrete per cittadini, imprese e mercati, la fiducia rimane la base essenziale per un uso efficace e responsabile dell’intelligenza artificiale. È proprio questo – ha concluso – a rendere particolarmente attuale il confronto sull’intelligenza artificiale all’interno di un Festival dedicato all’Economia Civile».