Iran, trasporto aereo israeliano in crisi: ad aprile al Ben Gurion 471 mila passeggeri contro 1,83 mln 1 anno fa

I funzionari del settore, scrive Haaretz, stimano che le perdite per l’Israel Airports Authority quest’anno potrebbero ammontare a 200–240 milioni di dollari

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03 maggio 2026 | 16.55
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Il settore del trasporto aereo israliano è in crisi. Nonostante il fragile cessate il fuoco con l'Iran sia entrato in vigore l’8 aprile i combattimenti contro Hezbollah continuano, con il lancio di droni contro Israele e la risposta dell’Idf con attacchi nel sud del Libano. Ad aprile, solo 471.000 passeggeri sono transitati attraverso il principale aeroporto internazionale, l'aeroporto Ben-Gurion vicino a Tel Aviv: si tratta di circa un quarto rispetto ad aprile 2025, quando circa 1,83 milioni di persone avevano viaggiato da e per lo scalo. E' quanto rileva 'Haaretz' sottolineando che attualmente solo 21 compagnie aeree operano al Ben Gurion, incluse quattro israeliane. A dicembre erano 60, mentre prima del 7 ottobre 2023 superavano le 100, secondo i dati dell’Israel Airports Authority.

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Fonti del settore avvertono che il 2026 sarà probabilmente un anno con pochi voli ma la domanda molto elevata potrebbe portare a un nuovo aumento dei prezzi. Dopo la guerra di 12 giorni con l’Iran nel giugno 2025, sottolinea il quotidiano israeliano, il settore era riuscito a riprendersi più rapidamente grazie al cessate il fuoco: a luglio 2025 i passeggeri erano raddoppiati rispetto al mese precedente, raggiungendo 1,67 milioni e ad agosto erano saliti a 2,2 milioni. Questa volta, però, "c'è una situazione di stallo" che rischia di protrarsi. "Circa 20 compagnie dovrebbero riprendere i voli verso Israele a maggio, tra cui Air France, Klm, Smartwings e Iberia. Tuttavia, alcune hanno rinviato i loro piani tra queste Wizz Air che doveva riprendere i voli il 25 aprile ma che ha rinviato al 4 maggio e poi al 12 maggio. Le compagnie del gruppo Lufthansa Group - tra cui Lufthansa, Swiss International Air Lines, Austrian Airlines, Brussels Airlines ed Eurowings - hanno fissato la ripresa dei voli al primo giugno, ma con possibili ulteriori cancellazioni a seconda della situazione di sicurezza". Per quanto riguarda il Nord America, Delta Air Lines, United Airlines, American Airlines e Air Canada hanno già annunciato che non torneranno prima di settembre. "Alcune compagnie, come easyJet, non hanno ancora fissato una data di ritorno, mentre altre, come Ryanair, hanno tagliato Israele dalle loro destinazioni", scrive ancora Haaretz.

I funzionari del settore, sottolinea il quotidiano, stimano che le perdite per l’Israel Airports Authority quest’anno potrebbero ammontare a 600–700 milioni di shekel (200–240 milioni di dollari). Per le compagnie aeree, le perdite sono stimate in decine di milioni di dollari, poiché le prenotazioni sono diminuite già all’inizio del 2026 per i timori di una guerra con l’Iran".

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