La stagione dello sci vede un aumento di turisti italiani e stranieri ma non nelle località delle Olimpiadi. E' quanto emerge da un'indagine dell'Adnkronos con Confindustria Alberghi e i gestori delle funivie dell'Anef
La vacanza sulla neve attrae sempre più stranieri in Italia e piace ai connazionali ma non è boom di prenotazioni. A poco meno di un mese dall'inizio delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, che si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio, le località di montagna sembrano non godere di un immediato effetto traino, anzi soprattutto gli italiani si apprestano a dirigere i loro sci, nella maggior parte dei casi, lontano dalle località dei giochi olimpici. E' quanto emerge da un'indagine dell'Adnkronos che ha interpellato gli albergatori di Confindustria e i gestori degli impianti di risalita associati all'Anef.
"Buone prospettive per le settimane bianche, le prenotazioni ci sono, tuttavia, con le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 si rischia un po’ di effetto boomerang”. E’ quanto afferma Valeria Ghezzi, presidente dell'Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari). "Un effetto boomerang dovuto sia all’aumento dei prezzi nelle zone dove si svolgeranno le gare e sia perché molte persone cercano di evitare le zone delle Olimpiadi per timore di trovarsi nel caos". In particolare, Ghezzi sostiene che “i prezzi del ricettivo e della ristorazione sono aumentati non quelli per lo skipass fissati molto tempo prima”.
"Dall'estero vediamo un'affluenza sui livelli dell'anno scorso, ma va considerato che c'è stato un incremento notevole negli ultimi anni a testimonianza che l'Italia è sempre più attrattiva, - sottolinea Ghezzi - gli stranieri arrivano soprattutto dall’Est e Nord Europa, dalla Germania ma anche dagli Stati Uniti e dall’estremo oriente come dal Giappone, Corea e Cina. Cominciano a esserci delle zone molto frequentate anche da chi viene da molto lontano”.
“Il problema delle località olimpiche, oltre alla scarsa disponibilità delle piste, praticamente da metà gennaio in avanti in quanto spesso vengono riservate agli atleti per gli allenamenti - spiega Ghezzi - riguarda tutto il sistema ricettivo per il fatto che le località vengono riservate, per così dire, al mondo olimpico mentre il turista ‘normale’, vuoi per i prezzi, vuoi per la capacità di muoversi e per la disponibilità di piste, non riesce a trovare soddisfazione. Parliamo di Cortina, della Valtellina, della Val di Fiemme, Livigno, Bormio e Anterselva”. La leva promozionale dei giochi olimpici, a livello di turismo, sarà tangibile, alla lunga, "nelle prossime stagioni".
Anche le prenotazioni delle settimane bianche negli alberghi di montagna italiani stanno andando bene. "Abbiamo un incremento delle presenze con una forchetta che va dal 6 al 9% e un aumento del +6% del prezzo medio (Adr) delle camere" afferma Antonio Zacchera, vice presidente vicario di Confindustria Alberghi. "Abbiamo una domanda molto sostenuta sia a gennaio che a febbraio e, in particolare, registriamo prenotazioni per un 50% di clientela nazionale e un 50% dall'estero" dice Zacchera.
Tuttavia, tiene a precisare l'imprenditore, a nome degli albergatori di Confindustria, "se dai dati del nostro osservatorio parrebbe che le Olimpiadi Milano Cortina abbiano un effetto traino sulle prenotazioni va detto che riscontriamo una pressione della domanda nelle località delle gare probabilmente legata alle squadre, agli atleti e anche alle delegazioni". "Siamo quasi ad un mese da questo evento eccezionale e, magari - aggiunge Zacchera - ci sarà ancora più traino il prossimo anno, come è avvenuto ad esempio per l'Expo di Milano quando non ci fu quel boom di presenze che ci si aspettava mentre la manifestazione divenne volano per il turismo negli anni a seguire". (di Cristina Armeni)