La giovane donna racconta la sua storia all'osteria sociale Montebellina, in provincia di Alba, e dice: "Il mio percorso lavorativo è legato in modo molto forte al mio percorso di vita".
"L'osteria mi ha aiutata a rimettermi in piedi, a credere che potevo davvero costruire una vita mia. Mi ha fatto capire che il mio passato non è tutta la mia storia". Sara Limani, 27 anni, lavora da tre anni e mezzo nell'osteria sociale Montebellina ad Alba (Cuneo) come cameriera, ma la sua non è una storia semplice.
"Il mio percorso lavorativo è legato in modo molto forte al mio percorso di vita. La mia infanzia non è stata semplice, sono stata allontanata dalla mia famiglia dai servizi sociali, ho passato anni in vari contesti educativi fino a vivere in un gruppo appartamento. Quando sono arrivata all'osteria Montebellina pensavo di aver trovato un semplice lavoro. In realtà col tempo ho capito che quell'osteria sarebbe diventata un luogo fondamentale per me, è anche un luogo di rinascita", spiega Sara che si è messa a nudo durante una conferenza stampa, organizzata da Confcooperative, per presentare la seconda edizione de 'Il gusto della ristorazione', guida ai ristoranti cooperativi, (edizione Pecora nera) che contempla ben 176 locali caratterizzati dalla buona cucina e da progetti di inserimento lavorativo ed emancipazione sociale. Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini e il direttore generale di Confcooperative Fabiola Di Loreto.
"È solo da poco, da circa un mese e mezzo, che ho fatto un passo enorme, ho iniziato a vivere da sola con un po' di paura, ma anche con tanto orgoglio" ha proseguito nel suo racconto Sara. "Ed è qui che entra in gioco l'osteria Montebellina: quando ho iniziato a lavorare avevo poca fiducia in me stessa. All'osteria sono tornata alla pari. Lì non ero più la ragazza con un passato difficile. Ero semplicemente Sara, una ragazza che voleva imparare il mestiere e costruire un futuro. All'osteria ho imparato davvero cosa significa lavorare, portare i piatti, prendere le comande, gestire la sala, avere a che fare con i clienti, rimanere calma quando c'è confusione, lavorare insieme agli altri. Ogni abilità che imparavo era una conferma, mi dicevo: 'Sara puoi farcela'".
"I colleghi sono stati una parte importantissima del mio percorso - ha rimarcato - sono persone che non mi hanno giudicata e che hanno avuto pazienza, che hanno creduto in me anche quando io facevo fatica a crederci". "L'osteria mi ha aiutata a rimettermi in piedi, a credere che potevo davvero costruire una vita mia. Mi ha fatto capire che il mio passato non è tutta la mia storia" ha concluso Sara visibilmente emozionata.