L'Ue dispieghi una "piccola forza militare" in Groenlandia a scopo deterrente contro Trump: basta parole, serve un messaggio "forte". Così all'Adnkronos Guntram Wolff, senior fellow al think tank Bruegel del quale è stato direttore fino al 2024. "A mio parere, è importante non solo dichiarare che la Groenlandia deve decidere del proprio futuro ma anche offrire alla Groenlandia e alla Danimarca un sostegno concreto", afferma l'esperto. In questa cornice, incalza, "lo schieramento di una piccola forza militare europea in Groenlandia invierebbe un segnale forte e aiuterebbe anche i legislatori statunitensi a contenere il presidente degli Stati Uniti. È tempo che l'Europa vada oltre le parole".
"L'attacco di Donald Trump al diritto internazionale non ha precedenti per una potenza democratica", osserva. "Sebbene gli Stati Uniti abbiano già intralciato il diritto internazionale in passato, hanno almeno cercato di difenderne il principio di rispetto", rileva Wolff. Ma, osserva l'analista, "ancora più importante per l'Europa è il fatto che non hanno mai minacciato apertamente di violare il diritto internazionale nei confronti di un alleato".
Oggi, sottolinea Wolff, "l'Unione europea e i suoi stati membri ora devono affrontare non solo la minaccia della Russia, ma anche quella di Stati Uniti predatori, sebbene questi ultimi siano ancora vincolati da controlli e contrappesi interni". Ma "l'Europa non dovrebbe pensare che l'appeasement cambierà l'opinione del presidente degli Stati Uniti. L'esperienza storica suggerisce che è importante dire 'no'", conclude l'esperto di politiche comunitarie.