Venezuela, liberi gli italiani Gasperin e Pilieri: attesa per Trentini. Trump annulla secondo raid

Ore di attesa per la liberazione dell'operatore umanitario dopo oltre un anno di detenzione. Meloni: "Avanti finché non riabbraccerà la mamma". La reazione del presidente Usa al rilascio dei prigionieri politici: "Gesto importante nel segno della pace"

Venezuela, la liberazione di Biagio Pilieri nel video pubblicato dal Sindicato Nacional de Trabajadores de la Prensa de Venezuela. A destra Alberto Trentini
Venezuela, la liberazione di Biagio Pilieri nel video pubblicato dal Sindicato Nacional de Trabajadores de la Prensa de Venezuela. A destra Alberto Trentini
09 gennaio 2026 | 07.06
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Già due italiani liberati dal Venezuela, dopo l'annuncio del rilascio di un "numero importante" di prigionieri politici da parte di Caracas. Si tratta dell'imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista italo-venezuelano Biagio Pilieri. Ma sono ore di attesa anche per Alberto Trentini, il cooperante detenuto nel Paese da oltre un anno.

Gasperin, cittadino italiano di 77 anni, era stato arrestato il 7 agosto 2025 a Maturin, nello stato di Monagas e detenuto in un centro della zona di Prados del Este (Caracas). A confermare il rilascio di Pilieri - da un anno e quattro mesi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza El Helicoidale di Caracas - è stato invece il sindacato della stampa venezuelana, che ha pubblicato il video dell'uscita dal carcere del cronista. Nello stesso video viene testimoniata anche la liberazione di Enrique Márquez, ex candidato presidenziale della sinistra non chavista. Márquez era stato incarcerato dopo aver contestato la regolarità delle elezioni del 2024.

Meloni: "Su Trentini avanti finché non riabbraccerà la mamma"

"Il governo italiano si occupa di questa vicenda quotidianamente, da 400 giorni per quello che riguarda la vicenda di Alberto Trentini. Ma come sappiamo, Alberto Trentini non è l'unico italiano detenuto in Venezuela. Lo abbiamo fatto, diciamo, e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali che sono canali politici, che sono canali diplomatici, che sono canali di intelligence e non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio. Io ho parlato varie volte con la mamma di Alberto e chiaramente capisco il suo dolore e la sua difficoltà, è molto doloroso anche per me non riuscire a dare risposte nei tempi in cui vorrei darle"., ha spiegato intanto la premier Giorgia Meloni alla conferenza di inizio anno. "Io sono fiduciosa, voglio dire che considero il segnalo dato dalla presidente Rodriguez un segnale di grande valore", aggiunge.

Il ministro Tajani è intanto in contatto con l'ambasciatore a Caracas, con la rete consolare in Venezuela e con esponenti della Chiesa e società civile per accelerare la liberazione dei cittadini italiani e per confermare le notizie sui primi rilasci. Il ministro, ha spiegato la Farnesina in una nota, sta facendo pressioni per la soluzione dei casi di tutti gli italiani detenuti. Al momento il governo ha posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto, spiega ancora la Farnesina.

Tajani interverrà in Parlamento martedì 13 gennaio sulla crisi venezuelana, oltre che sulla strage di Crans-Montana in Svizzera. Sul blitz statunitense e sulla cattura del presidente Nicolas Maduro, il titolare della Farnesina terrà un'informativa.

Finora il governo Meloni ha continuato a lavorare sul dossier con la massima discrezione nel tentativo di arrivare alla liberazione dell'operatore umanitario e degli altri italiani detenuti nel Paese. Del caso aveva parlato anche ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia aveva riferito di aver discusso con il segretario di Stato americano Marco Rubio degli sforzi in corso per la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti a Caracas. Rubio - aveva aggiunto - "ha accolto positivamente la posizione dell'Italia e credo che anche gli Stati Uniti ci aiuteranno a liberare i prigionieri politici, come Trentini".

Il rilascio dei prigionieri politici in Venezuela dopo la cattura di Maduro

Il presidente del Parlamento venezuelano Rodriguez non ha specificato quante persone sono state e saranno liberate nelle prossime ore. Secondo il Nyt, il presidente del Parlamento venezuelano ha spiegato che la decisione di scarcerare i prigionieri politici è stata presa come "un gesto unilaterale per rafforzare la nostra incrollabile volontà di consolidare la pace nella Repubblica e la convivenza pacifica tra tutti".

Come fa notare il quotidiano americano, si tratta del primo gesto pubblico di conciliazione della nuova amministrazione nei confronti dell'opposizione venezuelana dopo la destituzione del presidente Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti.

La reazione di Trump: "Gesto importante, annullato secondo raid"

''Il Venezuela sta rilasciando un gran numero di prigionieri politici nel segno della 'ricerca della pace''' e questo è ''un gesto molto importante e intelligente'', ha scritto intanto su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Trump ha poi spiegato di aver ''annullato una seconda ondata di attacchi precedentemente prevista'' sul Venezuela dal momento che ''a quanto pare non sarà necessaria''. Gli Stati Uniti e il Venezuela "stanno lavorando bene insieme, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione'', ha aggiunto.

''Almeno cento miliardi di dollari saranno investiti dalle compagnie petrolifere'', nel Paese, ha poi detto, confermando che ''incontrerò oggi alla Casa Bianca'' i dirigenti delle compagnie petrolifere americane.

''Gli Stati Uniti e il Venezuela stanno lavorando bene insieme per la ricostruzione, in forma molto più grande, migliore e più moderna, delle loro infrastrutture petrolifere e del gas'', ha aggiunto Trump.

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