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Colpita ambasciata Usa a Riad. Truppe Israele entrano in Libano. Teheran avverte gli europei: "Non unitevi al conflitto"

L'attacco ha causato un piccolo incendio e danni materiali all'edificio. Trump: "Risponderemo". Nuovi raid israeliani su Teheran e Beirut. Farnesina: "Pronti nuovi voli rimpatrio per gli italiani nella regione". Unifil evacua personale non essenziale

 - (Afp)
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03 marzo 2026 | 07.43
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Quarto giorno di attacco Usa-Israele all'Iran. La crisi, scoppiata con i raid congiunti statunitensi e israeliani su obiettivi militari iraniani, ha ormai coinvolto più Paesi del Golfo.

Nella notte italiana tra il 2 e il 3 marzo droni iraniani hanno colpito la sede dell’ambasciata americana a Riyadh, in Arabia Saudita, causando un incendio lieve e portando alla chiusura della missione diplomatica e all’evacuazione del personale non essenziale. Analoghe chiusure sono state disposte in Kuwait, Emirati, Qatar, Bahrain, Iraq e Giordania, con gli Stati Uniti che hanno ordinato la partenza del personale non urgente. "Risponderemo", ha annunciato il presidente americano Donald Trump dopo l'attacco.

Sull’altro fronte, forze israeliane sono entrate nel sud del Libano nell’ambito di una campagna contro Hezbollah, ritenuto alleato di Teheran. Le truppe israeliane hanno occupato posizioni strategiche e lanciato raid su infrastrutture legate al gruppo armato, mentre il governo del Libano ha disposto l’evacuazione del personale Unifil non essenziale dal Paese dei Cedri. Le Idf hanno inoltre sferrato nuovi raid contro obiettivi militari nella capitale iraniana Teheran e a Beirut.

Secondo diversi media internazionali, gli attacchi hanno provocato quasi 900 morti in Iran, numerose vittime in Libano e diverse perdite anche tra civili e militari israeliani.

Intanto il ministero degli Esteri iraniano mette in guardia i paesi europei esortandoli a non prendere in alcun modo parte alla campagna israelo-americana contro la Repubblica islamica, che considererebbe una loro partecipazione al pari di "un atto di guerra".

"Stiamo lavorando senza sosta per assistere i nostri connazionali rimasti bloccati in Medio Oriente. Per rispondere all’emergenza in corso, stiamo facilitando, insieme alle ambasciate italiane nella regione e in collaborazione con le autorità locali, alcuni voli di rientro dei connazionali dalla regione del Medio Oriente”, ha assicurato nel frattempo il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

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