La destinazione concreta dipende dalle regole del Comune e dal gestore della raccolta. In molti casi, la soluzione indicata è il centro di raccolta, dove possono essere conferite tra i materiali metallici
Una vecchia padella che ha perso il rivestimento, una pentola con il fondo deformato o una casseruola che ormai non può più essere utilizzata: prima o poi capita in tutte le cucine. E quando arriva il momento di buttarle, la domanda è sempre la stessa: dove vanno pentole e padelle nella raccolta differenziata?
La risposta non è così immediata come potrebbe sembrare. Il fatto che una pentola sia fatta di acciaio o alluminio non significa automaticamente che possa essere conferita insieme alle lattine e agli altri imballaggi metallici.
Il motivo è semplice: una pentola non è un imballaggio. CONAI inserisce infatti pentole e posate in acciaio o alluminio tra le cosiddette “frazioni merceologiche similari”, cioè materiali simili agli imballaggi ma che non sono imballaggi.
La destinazione concreta dipende quindi dalle regole del Comune e dal gestore della raccolta. In molti casi, per pentole e padelle fuori uso, la soluzione indicata è il centro di raccolta, dove possono essere conferite tra i materiali metallici.
Non bisogna però trasformare questa indicazione in una regola identica per tutta Italia: i sistemi di raccolta cambiano da territorio a territorio. Prima di portare una vecchia pentola al cassonetto, quindi, è meglio controllare le istruzioni del proprio Comune o del gestore locale.
Il dubbio aumenta quando si parla di padelle antiaderenti. In questo caso al metallo si aggiunge un rivestimento interno che serve a impedire agli alimenti di attaccarsi durante la cottura.
Il fatto che una padella sia antiaderente, però, non significa che debba finire automaticamente nell'indifferenziato. Se la struttura principale è metallica, la destinazione va verificata seguendo le indicazioni locali per i metalli e, dove previsto, per il centro di raccolta.
Lo stesso vale per le pentole con rivestimenti particolari, come quelli commercializzati come ceramici o “effetto pietra”: non è il nome del rivestimento a stabilire da solo dove conferire l'oggetto. Conta il sistema di raccolta previsto dal proprio territorio.
Il materiale di cui sono fatte pentole e padelle può avere comunque un valore nel recupero. Acciaio e alluminio sono materiali riciclabili, ma il loro percorso non deve essere confuso con quello degli imballaggi.
CIAL, il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, spiega che la raccolta degli imballaggi in alluminio avviene insieme all'acciaio e, a seconda del Comune, con la plastica e/o con il vetro.
Il punto è proprio questo: una lattina e una padella possono essere entrambe di alluminio, ma non sono necessariamente destinate allo stesso sistema di raccolta. CONAI chiarisce infatti che le pentole in acciaio o alluminio sono frazioni merceologiche similari e non imballaggi.
Il discorso vale anche per ghisa, rame e altri metalli. Una pentola in ghisa, per esempio, può essere molto pesante e ingombrante: in questi casi il centro di raccolta è spesso la soluzione più pratica, sempre verificando prima le regole del proprio Comune.
Lo stesso vale per tegami di grandi dimensioni, pentole professionali o quantità consistenti di oggetti metallici. Cercare di infilare una casseruola particolarmente grande nel contenitore domestico non è una buona idea: meglio verificare dove il gestore locale prevede il conferimento.
Molte pentole hanno manici in plastica, legno o altri materiali. Se una componente può essere rimossa facilmente, la separazione può facilitare la gestione dei materiali. Non è però necessario smontare una pentola fino all'ultima vite: se le parti non sono facilmente separabili, è preferibile seguire le istruzioni del gestore.
Attenzione anche ai coperchi in vetro. Non bisogna considerarli automaticamente come normali imballaggi in vetro: bottiglie e vasetti seguono infatti una filiera diversa rispetto agli oggetti in vetro che non sono imballaggi. Anche per il coperchio, quindi, la destinazione va verificata a livello locale.
Non serve farle brillare come se dovessero tornare ai fornelli. È comunque buona norma eliminare gli eventuali residui di cibo e di grasso prima del conferimento.
Per gli imballaggi, CONAI raccomanda di togliere gli scarti e i residui di cibo prima di inserirli nella raccolta differenziata.
Nel caso di una vecchia pentola, quindi, basta evitare di portare al centro di raccolta un recipiente ancora pieno di avanzi o unto. Non è necessario trasformare lo smaltimento in una sessione di pulizia straordinaria.