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Elezioni, costituzionalista Azzariti: "Non voto è segno crisi democrazia rappresentativa"

19 ottobre 2021 | 14.44
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"Sintomo preoccupante: dopo l'astensione c'è la rivolta. Necessaria approvazione legge elettorale proporzionale e ritorno partiti a funzione costituzionale per recuperare 'i dimenticati' di Trump"

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Il crescente distacco tra cittadini e istituzioni raccontato dal forte astensionismo a queste elezioni non è ascrivibile solo a qualunquismo, disinteresse o protesta, più o meno consapevole, nei confronti della classe politica. È indice di qualcosa di più grave: una radicale perdita di fiducia nella democrazia come veicolo di cambiamento ed emancipazione sociale, che oggi interessa in particolare i più poveri e i più svantaggiati. Ne discute con l'Adnkronos il professore ordinario di Diritto costituzionale all'università di Roma la Sapienza, Gaetano Azzariti che afferma: "L’astensionismo così esteso è un segno drammatico della crisi della democrazia rappresentativa. Abbiamo un governo di mezzo popolo, l'altro, quello dei 'dimenticati', è silente. Il sistema politico per intero dovrebbe interrogarsi su come riconquistare nuova legittimazione, dato che il non voto delle periferie è un sintomo preoccupante per tutti. Dopo l'astensione c'è la rivolta".

Secondo il costituzionalista, "la grande enfasi data alla governabilità ha finito per far dimenticare la rappresentanza, con il risultato di governi comunque poco stabili, ma in più senza popolo. Credo dovremmo riscoprire la virtuosità della democrazia pluralista - sollecita - Da un lato approvando una legge elettorale proporzionale che sia in grado di dare una rappresentanza reale e non distorta a tutti. D’altro lato, e soprattutto, favorendo il ritorno dei partiti politici alla loro funzione costituzionale: strumento dei cittadini perché questi possano concorrere alla determinazione della politica nazionale. Dovrebbero cioè tornare a proporre programmi alternativi e diversi ‘futuri possibili’. Prospettive credibili di cambiamento in grado di convincere non solo i pochi che ancora si occupano del governo della polis, ma anche 'gli ultimi' che si sentono esclusi. Quelli che Trump ha definito 'i dimenticati'".

"Oggi - conclude Azzariti - il problema della rappresentanza degli esclusi, ovvero di chi si sente escluso senza magari che lo sia effettivamente, è una delicata questione che riguarda le fondamenta della nostra democrazia. Da anni la sinistra, votata prevalentemente dal centro storico, è stata abbandonata dalle periferie. Adesso anche il Movimento 5 stelle e la destra che un tempo avevano recuperato quest’elettorato ha fallito. Mentre 'gli ultimi' sono rimasti veramente soli".

(di Roberta Lanzara)

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