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Elezioni Umbria, Zingaretti: "Pd tiene nonostante scissione"

28 ottobre 2019 | 13.33
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Il segretario del Pd su Facebook: "In Umbria abbiamo subito una sconfitta. Ora voltare pagina, serve solidarietà e non campo di battaglia quotidiano"

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(Fotogramma)

"In Umbria abbiamo subito una sconfitta ed esce confermata la forza dell’alleanza della destra italiana radicata nel sentimento popolare". Lo scrive su Facebook Nicola Zingaretti. "Il Partito Democratico - si legge - si attesta al 22.3%, dopo una scissione e, considerando la presenza alle europee di altre forze politiche, ritengo questo come un risultato di tenuta. Un risultato che viene dal passato e che ha radici profonde. Lo affermo non per scaricare responsabilità su qualcuno, ma per comprendere cosa è avvenuto", spiega il segretario del Pd.

"Da qui si riparte. Questo dato conferma il PD come l’unico credibile pilastro di un’alternativa alle destre. La Lega di Salvini, rispetto alle europee, cala di poco ma vince nettamente grazie a un’alleanza coesa, forte e plurale che nelle elezioni regionali a turno unico è indispensabile per vincere", sottolinea Zingaretti.

"Ma è ovvio che occorre voltare pagina. Mi auguro una nuova solidarietà nella coalizione e nella compagine del Governo Conte che non può essere un campo di battaglia quotidiana". "Una maggioranza non può esistere per paura di Salvini, per evitare il voto dei cittadini o aspettare le nomine degli enti per occupare poltrone -scrive ancora il segretario del Pd-. Deve fare vivere tra le persone una percezione di cambiamento su parole e contenuti chiari: lavoro, rivoluzione verde, scuola, salute, sicurezza urbana, investimenti, giustizia sociale. Solo questo aumenta la percezione di protezione che chiedono le persone. Dobbiamo costruire speranze, non alimentare polemiche".

"La destra si contrasta solo ottenendo risultati tangibili nell’impegno per lo sviluppo e per la lotta contro le disuguaglianze sociali, costruendo iniziativa politica nel Paese. Su questo va rilanciata in fretta una visione del futuro e un profilo riformista e di rinnovamento del Governo. Va fatto insieme", sottolinea il segretario del Pd, ricordando che "sin dal primo istante ho ripetuto e confermo: non si può governare tra avversari e nemici. Nessun membro dell’alleanza può augurarsi o lavorare per la distruzione dell’altro. Questo offusca anche la forza delle cose fatte e, per quanto ci riguarda, rende fragile la credibilità di tutti".

"L’alleanza ha senso solo ed esclusivamente se vive in questo comune sentire delle forze politiche che ne fanno parte, altrimenti la sua esistenza è inutile e sarà meglio trarne le conseguenze", afferma nel post.

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