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"Pene ingiuste per il piccolo spaccio". Ecco perché le condanne saranno riviste al ribasso

le motivazioni della sentenza su ricalcolo condanne per condannati legge Fini-Giovanardi

CRONACA
Pene ingiuste per il piccolo spaccio. Ecco perché le condanne saranno riviste al ribasso

Saranno rideterminate al ribasso le condanne definitive per spaccio di droghe leggere, inflitte nel periodo in cui era in vigore la legge Fini-Giovanardi, dichiarata incostituzionale lo scorso febbraio, perché nei confronti di chi è stato condannato definitivamente per piccolo spaccio è stata applicata una "pena potenzialmente illegittima e ingiusta in quanto parzialmente determinata dall'applicazione di una norma di diritto penale sostanziale dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale dopo la sentenza irrevocabile e contrastante con la finalità rieducativa prevista dall'art. 27, terzo comma, della Costituzione". Lo scrivono le sezioni unite penali della Cassazione nello spiegare il perché, lo scorso 29 maggio, hanno messo fine ad una questione controversa prevedendo la possibilità di una riduzione di pena per i piccoli spacciatori recidivi condannati in via definitiva.


In particolare, la Suprema Corte, annullando l'ordinanza impugnata nei confronti di un piccolo spacciatore campano per il quale è stato disposto un nuovo esame, ha evidenziato che "nei confronti del condannato è in atto l'esecuzione di pena potenzialmente illegittima e ingiusta, in quanto parzialmente determinata dall'applicazione di una norma di diritto penale sostanziale dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale".

La Cassazione ha ricordato poi che per effetto della decisione 251 del 2012 della Consulta "il giudice dell'esecuzione potrà affermare la prevalenza della circostanza attenuante, sempreché una simile valutazione non sia stata esclusa nel merito dal giudice della cognizione". All'indomani della decisione della Cassazione era stato previsto che potranno uscire dal carcere migliaia di detenuti condannati per piccolo spaccio.



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